27/11/2011 16:38
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Modica - Sarà inaugurata giovedì 1 dicembre 2011 alle ore 18 a Palazzo Grimaldi a Modica la mostra ‘Nzuliddu, progetto fotografico e videografico concentrato sull’uomo e sulle sue radici: quelle radici che, se dimenticate, causeranno la perdita di un’identità legata alla natura, alla terra, ai suoi ritmi.
Simone Aprile con i suoi scatti e Giuseppe La Rosa con il suo documentario hanno voluto cogliere l’essenza della cultura contadina, fermarla e custodirla, raccontandola attraverso le immagini, così come attraverso le voci e i rumori.
Il loro progetto è un viaggio attraverso un anno della vita di ‘Nzuliddu, un tempo scandito dal ritmo delle quattro stagioni, dal sorgere e dal tramontare del sole, dai gesti della fatica e da quelli dal riposo, dal lavoro nei campi e dai riti della casa.
Alla suggestione degli scatti si affianca quella dei rumori, inconfondibili, che appartengono ad ogni gesto, quella dei canti che accompagnano ogni rito, quella soprattutto delle voci, distillato di storie private che sono paradigma della civiltà nella quale affondiamo le radici.
‘Nzuliddu è la memoria di un’umanità scomparsa ed è un regalo alle nuove generazioni, a quella eredità presente nel loro carattere alla quale possono attingere nel bisogno.
‘Nzuliddu è anche un omaggio a Modica, alla sua cultura, all’amore per la semplicità dei gesti quotidiani, alle sue tradizioni, al rifiuto del superfluo.
È semplicemente la voce della terra, il dialogo con la natura e il silenzio contemplativo, dove l’uomo torna ad ascoltare la propria anima riconquistando amore e fiducia. E si ristora, riappropriandosi dell’essenza di sé stesso.
La mostra, che è stata organizzata con il patrocinio della Fondazione Grimaldi e del Comune di Modica e con il contributo della Provincia Regionale di Ragusa, resterà aperta fino all’11 dicembre 2011 dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20 (la domenica solo dalle 16 alle 20).
In allegato le bio degli artisti.
Modica, 26 novembre 2011
SIMONE APRILE
Simone Aprile nasce a Siracusa il 22 luglio 1972. Da allora resta ancorato alla sua terra di origine anche quando fisicamente se ne allontana. Si trasferisce a Milano per studiare i meccanismi della fotografia e si diploma all’istituto Riccardo Bauer. Poi inizia a lavorare, come assistente, con alcune prestigiose riviste, tra cui Vogue, GQ, e AD.
Ma è alla Sicilia che appartiene e, dopo una parentesi formativa, ritorna al Sud, come un emigrante alla rovescia. Per amore di quest’isola che i più abbandonano alla ricerca di un futuro più prospero, decide di spendere le proprie energie in un progetto che riassume tutto ciò che ama di più: la fotografia e la Sicilia.
Fonda insieme ad Andrea Maltese, Lab House, uno studio-atelier d’avanguardia.
Nelle sue immagini protagonista è la luce, analizzata in tutte le sue sfumature. Nulla è lasciato al caso, la sua ricerca è minuziosa, meticolosa fino al puntiglio, scevra di superficialità. Protagonista è il dettaglio, sempre essenziale e mai puramente ornamentale, ricercato con quella passione tenace e ostinata, che è il tratto distintivo del suo carattere.
I suoi lavori sono visibili sul sito www.labhouse.com
Lab House si trova a Modica, in via Nazionale 134.
GIUSEPPE LA ROSA
Giuseppe La Rosa si forma all’Università di Pisa al corso di Laurea in Cinema, Musica e Teatro. Inizia immediatamente a collaborare con l’Ateneo partecipando alla realizzazione di una trasmissione televisiva in onda su 50 canale intitolata “No parking”. Inoltre realizza un video per il Comune di Pisa sulle politiche educative e sociali.
Successivamente si dedica a tempo pieno alla realizzazione di video e documentari che vengono premiati in diversi festival italiani e all’estero. Solo per citarne alcuni: viene selezionato per la rassegna cinema sperimentale “Hors Pistes 2010” di Parigi presso il prestigioso Centre Pompidou con “Musica da Cucina”, con cui vince anche il concorso “Zone video 7 – (small)” e riceve una menzione speciale al festival “Barilla short films awards”, vince al “Sottodiciotto film Festival 2009” di Torino con il corto “Come un sasso”, viene selezionato tra i finalisti di “Nebrodi in corto 2009” con “A mola a mola”, con cui si è classificato come finalista anche al “Festival Internazionale del cinema di frontiera” e al concorso “Siciliambiente”.
Nel gennaio del 2009 fonda la Mojito film produzioni e comincia una collaborazione con il regista torinese Daniele Segre, con il quale produce un documentario intitolato “Lu cori non ‘nvecchia” e realizza il montaggio di contenuti extra di “Morire di lavoro” e “Occhi che videro”.
Realizza per gli Hollowblue il videoclip “First avenue” che andrà in onda su All Music.
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