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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 226 - Visite: 8388607

03/12/2011 10:25

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Scicli, Centro Elisa, assolta in appello Maria Borgia

Per la vicenda del centro post comatosi

Scicli, Centro Elisa, assolta in appello Maria Borgia

Catania - La prima sezione penale della Corte d’Appello di Catania ha assolto l’amministratore unico della Cooperativa Sociale San Matteo, Maria Borgia, condannata in primo grado a un anno e sei mesi di reclusione.

La vicenda era legata al progetto per la realizzazione di un centro di riabilitazione psico motoria per utenti post-comatosi denominato “Centro Elisa” di Scicli. Il 20 ottobre del 2010 la Borgia era stata condannata dal Tribunale di Modica anche al divieto di interagire con la pubblica amministrazione e alla confisca del bene. Davanti ai magistrati etnei, l’avvocato Enrico Platania ha ribadito l’insussistenza delle prove accusatorie esposte nelle motivazioni della sentenza di condanna, chiedendone, pertanto, l’assoluzione della sua assistita. Platania ha, altresì, manifestato grave rammarico per le lungaggini procedurali che hanno in questo senso bloccato per sette anni un centro riabilitativo di enorme utilità sociale ponendo una riflessione importante su come l’economia siciliana e il sistema giudiziario possano, in queste misure e condizione, agevolare chi vuole fare impresa quando il sospetto prevale sulle buone intenzioni, facendo così perdere enormi risorse economiche ed occupazionali. Maria Borgia ha, dunque, ottenuto sentenza di assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste . “Per me – ha detto dopo avere appreso la notizia l’imputata – è la fine di un incubo che getta nuove basi per ripartire con la progettazione del Centro di Riabilitazione”. Secondo la denuncia presentata dai carabinieri della Compagnia di Modica, l’interessata tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, avrebbe ottenuto un anticipo di finanziamento ministeriale per centocinquantamila euro(il resto non fu mai erogato perchè la stessa legale rappresentante non aveva poi dato corso al progetto entro la data ultima del 31 dicembre 2004). Le indagini portarono al sequestro dell’immobile di Contrada Piani in cui sarebbe dovuto sorgere il centro.

Saro Cannizzaro

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