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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 25/05/2012 21:27 - Online: 209 - Visite: 8388607

17/12/2011 21:23

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Presentato Un Natale in giallo, a Ragusa

Gli autori a confronto con Pippo Traina

Presentato Un Natale in giallo, a Ragusa

Ragusa - Presentato ieri sera il libro edito dalla Sellerio e dall’accattivante titolo “Un Natale in giallo”. L’appuntamento si è svolto presso la libreria Ubik di Ragusa alla presenza di due dei sette autori, Gian Mauro Costa e Santo Piazzese.

Il libro è infatti scritto anche da Carlo Flamigni, dalla spagnola Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Ben Pastor e Francesco Recami. Nell’apposito spazio dedicato alle conferenze culturali e agli incontri con gli autori, è stato il prof. Giuseppe Traina, docente universitario, a soffermarsi e presentare il libro che sta già ottenendo ottimi riscontri.

“Un’antologia di racconti – ha detto Traina in apertura - che dovrebbero essere tutti gialli, come si evince dallo stesso titolo. Ma in realtà il giallo è proprio questo, non tutti sono gialli. Il genere del giallo rappresenta un contenitore dove poter inserire differenti caratteristiche. Nel libro è possibile trovare l’interessante mescolanza tra giallo o noir, a seconda delle sfumature, con l’umorismo. Un altro elemento interessante nella letteratura di oggi è la mescolanza tra intelaiatura da giallo, noir o poliziesca, con una rappresentazione critica della realtà, caratteristica affidata nel passato al romanzo realista. La raccolta punta sul sentimento di affezione che si crea tra i lettori e i protagonisti dei seriali. Sono infatti presenti i più noti personaggi degli autori che partecipano all’antologia”. Piazzese, ad esempio, con raffinata ironia nel suo racconto fa incontrare i protagonisti di sue differenti opere, e cioè  Lorenzo La Marca e il commissario Spotorno. Altri racconti presenti non hanno in fondo nulla del giallo, sono belli e piacciono per altri motivi. Diventa anche una scelta per fini commerciali, da parte delle case editrici, far rientrare nella categoria del giallo anche romanzi che non presentano propriamente tali caratteristiche. “In Ben Pastor – ha ancora ricordato Traina - non c’è nulla di giallo, allo stesso modo di come Recami non è un giallista, nei suoi romanzi c’è magari il cadavere, siamo difronte ad un delitto, ma non è questo il punto principale della narrazione”. Poi l’intervento frizzante dei due autori presenti all’appuntamento culturale, il primo dopo l’inaugurazione di Ubik anche a Ragusa. Piazzese e Costa raccontano le storie, i propri punti di vista, battibeccano simpaticamente lanciandosi delle frecciatine durante la presentazione del libro. Pretesto e ironica origine di questo loro diverbio è la scelta del percorso da seguire per raggiungere Ragusa partendo da Palermo. “Come fu che cambiai marca di whisky”, il titolo del racconto di Piazzese contenuto nell’antologia, “La mossa del geco” quello di Costa. Entrambi ambientati a Palermo, entrambi svelano i suggestivi scenari noir che la Sicilia può contenere. Una grande presenza di pubblico ha saluto questa presentazione. Una presenza che ha colpito lo stesso Costa: “Sono stato più volte a Ragusa e posso affermare che è una delle città più letterate d’Italia, come dimostrato dal forte interesse verso i libri e dalla grande affluenza nelle librerie. E’ difficile la catalogazione tra giallo e non giallo – prosegue il giornalista-scrittore – da quando ha acquisito dignità al pari degli altri generi letterari. Più che un’antologia di gialli è questa, infatti, un’antologia di personaggi, immaginati qui in una ambientazione natalizia”. Enzo Baiamonte, il protagonista del racconto di Costa, nella vita fa l’elettrotecnico. E’ questo il suo reale mestiere. Quella dell’investigazione è una passione che lo conduce ad inaspettati esiti. Quanto per l’appunto accade ne “La mossa del geco”. “Il geco – afferma Costa – è un animale nobilissimo. Mi affascina da quando ero bambino e lo fissavo a lungo nelle pose immobili, che in realtà nascondono l’intenzione di un attacco verso la preda. Ho trasferito le sue caratteristiche nel mio personaggio. Se, come detto precedentemente da Traina, Marsiglia sembra una città fatta per il giallo, devo dire che mancu Palemmu babbia, afferma simpaticamente Costa. Ed è così anche per Piazzese, che racconta vari aneddoti di come si è avvicinato alla scrittura di questo racconto, pur continuando a sentirsi più vicino alla dimensione del romanzo. Piazzese ha poi ironizzato sulla velocità nella scrittura e nella pubblicazione acquisita da Camilleri, facendo un simpatico confronto con le battute che lo stesso Piazzese riesce a scrivere nell’arco di una giornata.

Redazione

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