25/12/2011 13:47
Notizia letta: 1465 volte
Ora sono oltre dodici anni, un mio amico catanese ma ragusano d’adozione mi raccontò quanto a sua volta gli avevano raccontato suoi amici romani (come si capisce, quindi, la informazione non è propriamente di prima mano).
Questi giovani capitolini, figli di potentissimi uomini politici di allora (e siamo intorno al 1997-1998) con forti interessi nel business dello sport (gente, per intenderci, con la tessera dei “canottieri del Tevere” e del Tennis Club Parioli) raccontavano di essere in grado di prevedere le squadre vincitrici del campionato di calcio di serie A per i prossimi anni. Presagirono la vittoria dello scudetto a Lazio e Roma negli anni a cavallo del 2000, anno Santo. E poi un decennio di vittorie da dividersi in parti uguali tra Juventus e Milan e poi, forse, il periodo favorevole all’Inter, ma solo a condizione che Juve e Milan lo volessero.
Fossero maghi, o fossero indovini, o fossero soltanto bene informati i due giovani romani, non lo sapremo mai. Certo è che indovinarono, quasi del tutto (Moratti gli scudetti ha dovuto comprali, e poi, ma solo poi, anche vincerli). E adesso, rivedendo in televisione gli arresti di giocatori (di importante uno soltanto, quel Doni dell’Atalanta che a me sembra più sciocco che delinquente), le indagini che arrivano fino a Singapore, i sospetti di partite truccate anche in serie A (prima tre sole partite, adesso diventate già una ventina) oltre che in B e nelle serie minori (dove i trucchi e le combine sono pane quotidiano da decenni), viene da piangere, o da ridere pensando a quanti si dichiarano schifati (come fossero, i dirigenti dello sport italiano, all’oscuro di tutto, anche del doping nel ciclismo che è come dire credere che i bimbi li porta la cicogna).
Effettivamente viene lo schifo a pensare a quanti tifosi, sportivi in genere, ancora seguono con fede e sincerità il calcio e le sue storie di contorno: il calcio mercato, i gol bellissimi, le dichiarazioni di amore eterno di argentini e brasiliani et cetera.
Ma di tutta la vicenda recente del calcio scommesse (a quante edizioni siamo giunti, partendo dal 1980?) non mi impressiona più nulla, a ben pensarci. Tranne una scena, del tutto marginale e che col recente scandalo delle partite truccate c’entra poco o nulla. La vicenda è questa, ed è rappresentata dal una sequenza televisiva di pochi secondi: la scorsa settimana si giocava (il campionato italiano si gioca oramai da anni tutti i giorni ed io, sinceramente, ho perso i riferimenti) a Genova la partita Genoa contro Milan. Forse un recupero, o forse un anticipo, o forse un posticipo. Sul capoluogo ligure pioveva a dirotto, e il vice-presidente del Milan, Adriano Galliani, attraversava il campo di gioco salutando sereno, beato, oserei dire felice. Salutava i tifosi del Milan. Ma per riparasi dalla forte pioggia aveva sopra la celebre pelata un grande ombrello multicolore retto da una giovanissima e bellissima donna. Una bionda sorridente anch’ella (come poteva, con un tailleur con gonna cortissima della bufera del Marassi?) che immaginiamo essere una hostess del servizio accoglienza dello stadio genovese. Nulla di male si dirà, eppure io credo che un signore sessantenne debba tenersi da sé l’ombrello quando piove e saluta pubblicamente migliaia di persone. O farlo tenere, moderno signorotto, ma al limite da un paggio, non da una dolce donzella che affondava il suo tacco 12 nella fradicia erba dell’antico campo da football. Questione di opinioni, è chiaro. E questa è la mia.
Saro Distefano
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
22/05/2012 - 16:41
CronacaScicli
18/05/2012 - 12:28
CronacaRagusa
22/05/2012 - 20:22
CronacaScicli
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
2
17/05/2012 - 11:55
AttualitàScicli
2
21/05/2012 - 23:48
Lettere in redazioneRoma
1
20/05/2012 - 14:56
AttualitàScicli
1
Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.
La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.