03/01/2012 22:23
Notizia letta: 1258 volte
Madrid - Era là col suo baracchino davanti a uno degli ingressi della metropolitana. Arrostiva castagne in un fornello alimentato con pezzi di carbone minerale sotto lo sguardo vigile del Marchese di Pombal e del suo leone mansueto, simbolo del potere, che dal 1934 gli fa ininterrottamente compagnia.
Una Lisbona bagnata da un autunno bizzarro odorava di terra, di concime, di foglie secche e ingiallite dal sole ostinato di un’estate.
Un giovanottone robusto, dal viso molto gioviale e virile. Vicino a lui un altro uomo, molto più vecchio e meno allegro, il padre, con un misurino di latta raccoglieva le caldarroste pronte in fogli di giornale per offrirle, fragranti e caldissime, ai numerosi passanti per la modica somma di due euro a cartoccio.
Immerso nei miei pensieri, uscivo dalla stazione della metropolitana in fretta per raggiungere l’albergo.
-Bom dia!-
Il ragazzo mi salutò quando già ero sul marciapiede dirimpettaio. Mi voltai sorpreso. Non potevo credere che qualcuno mi riconoscesse in una città nella quale andavo solo di rado. Lo fissai attentamente.
-Bom dia!- Ripetè con più convinzione.
Ritornai sui miei passi e mi avvicinai a lui.
-Mi conosci? Dove ci siamo incontrati? Non saprei…- Gli domandai in castigliano.
Il padre pensò che fossi spagnolo e si affrettò subito a tranquillizzarmi in quella lingua.
-Non gli faccia caso. –Lo scusò. - Quando qualcuno, per una ragione che ancora non riesco a spiegarmi, attira la sua attenzione, lui lo saluta e gli parla con confidenza come se lo avesse conosciuto da tanto tempo.-
-Bela, Lisboa. – Esclamò il ragazzo sorridendomi, senza interessarsi a quello che il padre diceva.
Lo guardai questa volta con molta serietà.
-Bela, Lisboa. – Ripeteva con un sorriso dolcissimo che mi turbò e mi mise a disagio.
Il padre scosse la testa, disperato e arreso, gli occhi bassi, la bocca serrata.
-Bela, Lisboa.- Continuava a dire il figlio, mentre arrostiva castagne, sempre con quel sorriso magnifico sulla bocca che mi faceva sentire strano.
-Che cosa gli è successo?- Domandai con un filo di voce.
-Un forte esaurimento, la mia povertà, la sua disgrazia. – Mi spiegò l’uomo mantenendo gli occhi bassi.
-Bela, Lisboa. – Cantilenava il giovane.
Comprai un cartoccio di castagne e volli che qualcuna lui la mangiasse insieme con me. Mi allontanai ricordando la mia fretta.
I colori però non erano più gli stessi. La città mi appariva ora davvero diversa e più bella.
Il giorno dopo lo ritrovai al solito lavoro nel baracchino piazzato davanti all’ingresso della metropolitana. I suoi occhi, riconoscendomi, s’illuminarono.
-Bela, Lisboa. -Mi gridò ancora, prima che io potessi salutarlo.
-Sì. – Gli risposi, fermandomi. -Ti ringrazio per avermelo fatto notare. Lisbona è veramente molto bella. Spesso i nostri occhi sono cosi distratti che hanno bisogno di altri occhi, dei tuoi per esempio, per apprezzare ciò che la normalità ci nasconde.-
Comprai un altro cartoccio di castagne e lo sgranocchiai ancora insieme con lui guardando, rapito, la piazza ora illuminata dal suo sorriso e dallo sguardo ingenuo di chi solo sapeva vedere la bellezza delle cose.
Un Uomo Libero
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
22/05/2012 - 16:41
CronacaScicli
18/05/2012 - 12:28
CronacaRagusa
22/05/2012 - 20:22
CronacaScicli
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
2
17/05/2012 - 11:55
AttualitàScicli
2
16/05/2012 - 16:26
CronacaScicli
1
20/05/2012 - 14:56
AttualitàScicli
1
Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.
La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.