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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 26/05/2012 14:46 - Online: 206 - Visite: 8388607

04/01/2012 09:47

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Famiglie a rischio default, Sicilia maglia nera per sovraindebitamento

Parla Augusto Pascucci, Uilcem

Famiglie a rischio default, Sicilia maglia nera per sovraindebitamento

Le obbligazioni assunte dalle famiglie italiane hanno raggiunto, in questi ultimi due anni, la soglia critica della non onorabilità del debito, superata la quale si rischia seriamente il fallimento. A lanciare l'allarme sul rischio fallimento per centinaia di famiglie è la Uilcem, il sindacato della chimica, dell'energia e petrolio di casa Uil. 

«Il tema del sovraindebitamento del cittadino è una questione che ci appartiene per cultura e per sensibiltà. Noi della Uilcem – dichiara Augusto Pascucci, segretario generale della categoria- l’abbiamo affrontata per primi e per primi ci siamo spesi per inserirla negli accordi di rinnovo del contratto collettivo nazionale della chimica, perché crediamo che la gestione contrattuale del rapporto di lavoro sia la giusta sede per dare un’ulteriore aiuto ai lavoratori e alle loro famiglie che vivono, nel quotidiano, il dramma della sovra esposizione al credito finanziario».

Il sovrindebitamento dei lavoratori è ormai una vera piaga sociale. Basti pensare che in Sicilia, l’esposizione finanziaria per famiglia, nel 2011, ha toccato la media di 20.000 euro pro nucleo, con tassi d’insolvenza altissimi per le province di Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa. I debiti contratti dai lavoratori siciliani vanno dai mutui acquisto prima casa, ai finanziamenti per ristrutturazioni del credito al consumo. Il ricorso a forme di finanziamento illegale, per arrivare alla fine del mese e per onorare, soprattutto, le obbligazioni contratte ed evitare i protesti è dunque sempre più evidente, con il pericolo di finire irrimediabilmente nella rete tesa dagli strozzini.

Dall'esperienza del lavoro sindacale emerge il quadro di un fenomeno in fortissima espansione, vissuto nella solitudine più profonda. Anche il Governo è consapevole del problema. Infatti, lo scorso 22 dicembre il Consiglio dei ministri ha emanato il nuovo decreto legge n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) che permette una dignitosa via d'uscita dalla crisi anche ai soggetti più deboli, non tutelati dalla legge sui fallimenti, come le grandi aziende. Un provvedimento legislativo nel quale si mette in evidenza l’urgenza che ormai riveste questa tematica, drammatica per molti versi, di cui occuparsene in modo serio senza perdere ulteriore tempo.

«Per la prima volta viene offerta ai cittadini, e non solo alle imprese – commenta il segretario nazionale della Uilcem- la possibilità di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti per la finale esdebitazione e chiudere quindi ogni contenzioso come avviene per le grandi aziende. Protezione del reddito del lavoratore nella consapevolezza che una migliore qualità della vita incide positivamente sulla produttività del lavoro».

Con il Decreto Legge 212, finalizzato a fronteggiare le situazioni di famiglie e piccole imprese in crisi, viene introdotto per la prima volta in Italia un meccanismo di estinzione di tutte le obbligazioni del soggetto sovraindebitato, anche nella prospettiva di una deflazione del contenzioso in sede civile derivante dall'attività di recupero forzoso dei crediti. In pratica viene data la stessa possibilità di cui godono le grandi aziende, di raggiungere un accordo con i propri creditori per non dichiarare fallita l'impresa. È previsto un intervento limitato dell'autorità giudiziaria (che si limita ad omologare l'accordo raggiunto tra debitore e creditore), mentre decisivo è il ruolo svolto dai neo costituiti organismi di composizione della crisi, che, composti da professionisti in possesso di adeguata preparazione, favoriscono la definizione dell'accordo e ne seguono l'attuazione.

In questo quadro, la Uilcem avvierà nei prossimi mesi un servizio di prevenzione e gestione del deficit da indebitamento famigliare attraverso punti di ascolto e assistenza all'interno delle imprese, con un iniziale nucleo di aziende pilota in cui avviare una prima sperimentazione. «Oltre a fornire assistenza e mediazione nella formulazione del piano di esdebitamento e pareggio di bilancio - spiega Pascucci - l'obiettivo è far comprendere al soggetto indebitato il suo modo di prendere decisioni in un percorso-tipo che porta a ritrovarsi in una spirale senza via di uscita, e quindi fargli recuperare una progettualità sana attingendo a "risorse nascoste" nella sua biografia e apprendendo un nuovo stile di vita»

 

Redazione

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