05/01/2012 14:21
Notizia letta: 9062 volte
Scicli - "Spesso il male di vivere ho incontrato".
Don Nunzio Di Stefano apre l'omelia con i versi di Eugenio Montale dopo la lettura evangelica che narra dei due discepoli che, recatisi sulla tomba di Gesù, la trovarono spalancata.
La chiesa del Carmine a Scicli è gremita: ci sono tanti ventenni, amici e coetanei di Marta Nigro, morta due giorni fa dopo il lancio da un ponte, mentre gran parte del clero sciclitano, e fra questi il giovane clero sciclitano, concelebra il funerale.
Come fa spesso, don Nunzio parla ai credenti, ma anche a chi "non ha il dono della fede in Dio".
"Era il rivo strozzato che gorgoglia, era l'incartocciarsi della foglia riarsa", prosegue Don Nunzio citando Montale.
Cosa fa l'uomo senza fede davanti alla morte?
Constata la caducità delle cose materiali, prosegue il parroco, nella loro minutezza, insignificanza, come la morte delle foglie.
"Marta amava l'arte, aveva una predilezione per il bello –dice don Nunnzio-. Questo l'aveva spinta a iscriversi all'Accademia. Ora mi chiedo e chiedo a voi? Cosa è Dio? E' l'essenza stessa del bello, del buono, del vero".
"Non leggo Montale parlando di Marta. Lo leggo parlando di ciascuno di noi, del senso di angoscia che può avere la meglio su ciascuno di noi ogni giorno".
"Vi chiedo però di non cadere nella trappola del: "perchè?" E di non essere attratti dall'altra domanda: "se...". "Se Marta...".
La risposta ai nostri dubbi e alle nostre angosce è nell'atto di fede dei due discepoli, che, trovando spalancata la tomba di Cristo, hanno creduto nella Risurrezione. E per questo noi preghiamo affinché Dio voglia accoglierla al suo cospetto, in cielo".
Redazione
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4
06/01/2012 21:14
una mamma
l'unica cosa che vorrei fare io sarebbe abbracciare forte la mamma,anche se non la conosco.
3
06/01/2012 13:17
concordo perfettamente con il commento 2 . Una mamma
2
06/01/2012 11:12
chiedersi perchè, ipotizzare un se o un ma..........adesso che Marta non c'è non ha senso. Fermiamoci quì, viviamo il dolore immenso di non averla tra noi, stiamo vicini alla mamma e ai suoi familiari,in silenzio, usando le poche parole che il cuore ci detta, ricordando il suo dolcissimo sorriso, la sua bellezza di giovane donna, il suo correre incontro alla vita nel suo modo autentico, mai ipocrita, autentico fino alla fine. una mamma
1
05/01/2012 16:28
[Eugenio Montale da Ossi di seppia, 1925]
Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l'incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato. Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.