21/01/2012 21:07
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Modica - Sempre più spesso sono le piccole produzioni a regalare le sorprese più belle. Sia al cinema che a teatro, non sono gli effetti speciali, le star da ingaggi milionari, le scenografie complesse o i registi blasonati a garantire la qualità di un’opera. Ormai sempre più spesso sono i lavori di nicchia a regalare le emozioni più autentiche e i contenuti migliori.
“Nel mare ci sono i coccodrilli”, con solo uno sgabello sulla scena, e un delicato gioco di luci, appartiene a questa felice nicchia. Portato in scena al Teatro Garibaldi da Paolo Briguglia e Roberto Salemi, lo spettacolo racconta il lungo viaggio di un bambino afgano che, da solo, facendo staffetta tra diversi “trafficanti di uomini”, attraversa il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e approda in Italia.
Tratto dall’omonimo libro di Fabio Geda, narra con garbo e leggerezza la storia vera di Enaiat, testimone, a soli dieci anni, di una realtà estremamente attuale e drammatica. Protagonista di una moderna odissea, Enaiat è un simbolo di speranza che si trova ad affrontare un viaggio non solo geografico, ma anche emotivo e formativo. Briguglia, che della pièce è anche regista insieme con Edoardo Natoli, propone un io narrante discreto e misurato che non aggiunge pathos a un racconto già drammatico e non prevarica la storia, ma lascia spazio ai fatti e alle riflessioni senza cadere in facili retoriche o sentimentalismi. Perfettamente equilibrata e di grande efficacia anche la sottolineatura musicale di Francesco Accardo eseguita dal vivo sul palco.
Stefania Pilato
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