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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 26/05/2012 15:35 - Online: 226 - Visite: 8388607

26/01/2012 00:36

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Tre milioni di litri di latte ragusano buttato

Mancati ricavi stimati in 1,8 milioni

Tre milioni di litri di latte ragusano buttato

Ragusa - Le signore iblee, belle e dignitose con la tuta e il cappellino verde, osservano con aria compìta la "mattanza". Decine, centinaia, migliaia di zucchine al macero. Nel periodo più propizio per il mercato delle primizie, il colosso dell'ortofrutta ragusana (450 dipendenti fissi più 100 stagionali, 50mila euro di fatturato al giorno) s'è arreso. E ieri nella sede della "Colle d'oro" di Ispica è stato il giorno più triste. Per gli ortaggi (200 tonnellate, pari a 15mila cassette, buttate), ma soprattutto per gli uomini e le donne. Sono infatti cento i dipendenti a riposo forzato per una settimana a causa del fermo di produzione e commercializzazione. E il primo a esserne affranto è Salvatore Calabrese, uno dei titolari: «L'abbiamo fatto con la morte nel cuore, ma era l'unica scelta possibile: abbiamo già perso 400mila euro. Siamo fermi da dieci giorni, fra il blocco siciliano e quello poi subentrato nel resto d'Italia. Merce deperita nei magazzini e raccolta ferma nei campi, dove abbiamo addirittura dovuto estirpare». E intanto la concorrenza fa affari d'oro: «I prodotti spagnoli, venduti di solito a 0,80-0,90 euro al chilo, adesso arrivano anche a 2,5 euro...».
L'infernale mattinata vissuta nel paradiso delle zucchine è il simbolo di un'agricoltura siciliana in ginocchio, dove il territorio più danneggiato è il Ragusano. Con numeri da capogiro. Spiega Sandro Gambuzza, presidente provinciale della camera di Commercio: «Da oltre una settimana è tutto fermo: le attività agricole e quelle a esse connesse, come coltivazione, allevamento, raccolta, lavorazione, approvvigionamento, condizionamento e trasporto nei mercati e alla distribuzione, risultano del paralizzate. Inesistenti le attività nei mercati ortofrutticoli di Vittoria, Santa Croce, Donnalucata e Santa Maria del Focallo». Ed ecco la mappa del disastro: «I comparti del settore agricolo maggiormente interessati dal fermo dell'autotrasporto - dice Gambuzza - risultano essere quelli dei deperibili». In termini di occupazione si stima una perdita di 50.000 giornate di lavoro, per un controvalore di 3 milioni di euro di salario persi».
Ed ecco lo zoom sui settori più colpiti. Nel lattiero-caseario (2.000 piccoli produttori) si ritiene che almeno 3.000 tonnellate di latte non abbia potuto raggiungere le centrali di trasformazione, con mancati ricavi stimati in 1,8 milioni. In ginocchio le aziende orticole (3.500 coltivatori diretti e 500 medie imprese di cui 50 con export nazionale ed europeo), che hanno bruciato 35.000 tonnellate di ortaggi con mancati ricavi per 50 milioni. E al danno si aggiunge la beffa della sospensione degli ordinativi. Ma nel Ragusano soffre anche il comparto avicolo, uno dei più importanti a livello nazionale: 200 tonnellate di carne è stata congelata (dimezzando il valore di mercato), perdite anche nel segmento delle uova. Il conto finale? Oltre 500 milioni di danni. Penalizzate anche le 30 aziende vivaistiche iblee, ma soprattutto le 200 che producono fiori, di cui una decina sono delle "big" a livello nazionale. Oltre 10 milioni di steli non sono partiti per mercati e Gdo mancati ricavi per 4 milioni di euro. Come dire: manco i fiori, nei cannoni della protesta.

 

La Sicilia

Mario Barresi

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