30/01/2012 14:00
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Ragusa - Nuovo ultimatum dell’Università di Catania al Consorzio universitario della provincia di Ragusa, al presidente della Provincia regionale e al sindaco di Ragusa.
Dopo la diffida di pagamento del 12 dicembre scorso per un importo pari a 959.315,75 euro oltre interessi, secondo quanto stabilito dall’accordo con transazione sottoscritto il 21 giugno del 2010, finalizzato al mantenimento dei corsi di laurea nella sede decentrata di Ragusa, l’Ateneo catanese ha in data odierna nuovamente sollecitato gli enti iblei a rispettare i termini e le scadenze dello stesso accordo.
“Il 17 gennaio 2012 il Consorzio di Ragusa ha versato a questa amministrazione l’importo di 150 mila euro – si legge nella missiva, trasmessa per conoscenza anche al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al Collegio dei Revisori dei Conti dell’Università di Catania – senza però specificare a quale debito imputare detto pagamento. In virtù dell’art. 1193 del Codice civile, l’Ateneo ha imputato tale somma all’importo dovuto dal Consorzio per il pagamento della seconda rata del piano di rientro – esercizio finanziario 2011 - per tutti i corsi di laurea tenuti a Ragusa sino all’a.a. 2009/2010, già oggetto di un decreto ingiuntivo di 650.000 euro in precedenza notificato allo stesso Consorzio”.
“Ciò premesso – conclude il rettore Antonino Recca –, qualora codesti enti persevereranno nell’inadempimento dell’accordo, non corrispondendo quanto dovuto alle scadenze previste, l’Università di Catania si troverà costretta a procedere alla risoluzione dell’accordo nella parte relativa ai corsi di laurea da attivare presso la sede di Ragusa e, conseguentemente, a non inserire i suddetti corsi nell’offerta formativa che questo Ateneo presenterà per l’a.a. 2012/2013”.
Idv: Calo di iscritti, danno di 28 milioni di euro
Conferenza stampa di IdV alla sala convegni della Provincia Regionale di Ragusa. Presenti il coord. prov.le Giovanni Iacono, i Consiglieri Comunali di Ragusa Salvatore Martorana e Giuseppe Tumino, il resp. prov.le dipart. università Paolo Pavia. Italia dei Valori, nel corso della conferenza stampa, ha illustrato anche visivamente e graficamente con l’esposizione di dati numerici, l’iniziativa dei due gruppi consiliari, alla Provincia e al Comune di Ragusa, di presentare una mozione unica per rimettere al centro dell’agenda politica il rilancio dell’offerta formativa Universitaria in provincia di Ragusa facendo assumere in proprio le responsabilità e le attività ad oggi in capo al Consorzio Universitario da avviare a scioglimento. Nella copiosa mozione (presentata in conferenza stampa) vengono evidenziati i motivi alla base della richiesta di IdV alle due amministrazioni. Per Giovanni Iacono: ”Nel declino complessivo dell’offerta formativa universitaria degli ultimi anni un fattore di accelerazione in negativo è stata la firma della scellerata convenzione che il Presidente della Provincia, il Sindaco di Ragusa e il Presidente del Consorzio hanno firmato con il Rettore. In quella sottoscrizione di convenzione vi è tutta la dimostrazione, da un lato dell’incompetenza in ambito Universitario e, di converso, dell’abilità e competenza dell’altra parte. Ci siamo praticamente lasciati, a mala pena, le “mutande” e, ironia della sorte, annunciarono quella firma come una tappa fondamentale per lo sviluppo dell’università”. Italia dei Valori ha elencato che nei soli ultimi 4 anni accademici gli studenti che frequentavano i corsi universitari in provincia di Ragusa sono scesi da 3525 a 940 con un calo del 74 %. Da 7 facoltà presenti e 12 corsi di laurea si è passati ad 1 facoltà e due corsi di laurea. Il danno economico stimato per la perdita degli studenti e per la mancata crescita dell’Università è stato di non meno di 28 milioni di euro, buona parte nella sola Città di Ragusa. Mentre l’Università a Ragusa moriva la Kore di Enna in 5 anni dalla sua costituzione quadruplicava i propri iscritti, da 1500 studenti a 6000 studenti, e passava da 5 facoltà e 11 corsi di laurea a 10 Facoltà e 44 corsi di laurea. Tutto questo Enna, con a capo la Provincia, lo ha realizzato in soli cinque anni e con l’aiuto della Regione Siciliana mentre i nostri parlamentari regionali, in particolare di maggioranza, o dormivano o erano affaccendati in altre faccende.Il consorzio, a seguito della convenzione, deve all’Università di Catania dal 2012 al 30 giugno 2015 la somma di € 10.312.500 alle quali vanno sommate oltre 1.300.000 € per rate pregresse e non pagate oltre alle pesanti scoperture bancarie e l’ultimo esercizio chiuso del 2010 ha visto una perdita di esercizio di € 515.393. Il consorzio vanta crediti per € 4.895.893 difficili da recuperare tra cui 832.292 e 300.000 da parte del Comune di Modica e di Comiso che notoriamente non navigano in buone acque. Anche il Consorzio ha i suoi costi annuali che per amministratori e compensi a terzi escluso il personale sono in media di 260.000 € l’anno e all’orizzonte c’è il rischio che si perda anche la Facoltà di Lingue con il risultato che in capo alla Provincia e al Comune di Ragusa rimangano solo i debiti. Per questo fallimento vi sono chiare e precise responsabilità politiche, in primis, in chi ha fatto le scelte in questi anni e poi in chi ha gestito l’Università e in chi, come i Sindaci della Provincia, non hanno mai pensato all’Università. Italia dei Valori, con la mozione, – ritenendo che ancora vi siano margini per riavviare strategicamente il ruolo dell’Università in provincia – intende avviare una occasione per un serio, confronto, sulla valenza strategica economica e culturale della presenza Universitaria in Provincia di Ragusa.
Redazione
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