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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 26/05/2012 18:31 - Online: 175 - Visite: 8388607

03/02/2012 09:45

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Crollo di Ragusa: altre venti case da abbattere

Situazioni limite

Crollo di Ragusa: altre venti case da abbattere

Ragusa - Si attende la chiusura delle indagini da parte della Digos, incaricata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, a fare i controlli del caso sul crollo della palazzina di via Carlo Alberto dalla Chiesa, prima di eseguire l'ordinanza di abbattimento già emessa dal Comune, vista la pericolosità dell'immobile. Quel che resta dell'edificio, secondo la perizia già redatta dai tecnici dei Vigili del Fuoco e consegnata alla Procura, potrebbe essere soggetto ad ulteriori crolli. Nell'analisi della perizia è emersa anche la presenza di un tubo, situato al secondo piano dell'immobile, con una vistosa perdita di acqua. Oltre alle infiltrazioni interne, c'è poi il problema delle precipitazioni esterne.
E' sufficiente la pioggia battente prevista nei prossimi giorni, per influire negativamente sui delicati equilibri statici che tengono ancora in piedi lo scheletro dell'immobile. Per adesso, comunque, non c'è ancora il via libera dalla magistratura a portare a termine la demolizione. Il crollo della vecchia casa di tolleranza, ha avuto se non altro il merito di riportare l'attenzione sul dibattito relativo i quartieri del centro storico di Ragusa superiore, dove insistono un gran numero di immobili non più abitati, fatiscenti, che necessitano di interventi di messa in sicurezza.
"Dal sopralluogo che ho fatto nei luoghi del circondario, vicino alla palazzina crollata - afferma l'assessore comunale all'Urbanistica, Mario Addario -, considerato che sono un ingegnere e lavoro nel settore dell'urbanistica, posso sostenere senza timore di essere smentito, che almeno altri 20 immobili, come quella palazzina crollata, vanno demoliti". Da anni si discute sul riuso o demolizione dei vecchi fabbricati, ormai dismessi da tempo, del quartiere Carmine Putie. Nei piani particolareggiati dei centri storici sono previste sia demolizioni, nel caso di abitazioni dismesse, fatiscenti e senza valore storico, che ristrutturazioni.
"La Soprintendenza in maniera ottusa pone dei veti nel centro storico - sostiene l'assessore Addario - laddove bisognerebbe approvare accorpamenti di unità abitative, vengono posti dei veti".
Il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Peppe Calabrese, pone invece l'accento sul problema del ritardo dell'approvazione dei piani particolareggiati. "E' bene ricordare all'amministrazione comunale, che i piani particolareggiati erano pronti sei anni fa - dice Calabrese - ma il sindaco colpevolmente li ha conservati nel cassetto, e l'effetto è stato quello di far fuggire la gente dal centro storico e di andare ad acquistare le case nelle zone Peep".

 

La Sicilia

Rossella Schembri

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