03/02/2012 09:45
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Ragusa - Si attende la chiusura delle indagini da parte della Digos, incaricata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, a fare i controlli del caso sul crollo della palazzina di via Carlo Alberto dalla Chiesa, prima di eseguire l'ordinanza di abbattimento già emessa dal Comune, vista la pericolosità dell'immobile. Quel che resta dell'edificio, secondo la perizia già redatta dai tecnici dei Vigili del Fuoco e consegnata alla Procura, potrebbe essere soggetto ad ulteriori crolli. Nell'analisi della perizia è emersa anche la presenza di un tubo, situato al secondo piano dell'immobile, con una vistosa perdita di acqua. Oltre alle infiltrazioni interne, c'è poi il problema delle precipitazioni esterne.
E' sufficiente la pioggia battente prevista nei prossimi giorni, per influire negativamente sui delicati equilibri statici che tengono ancora in piedi lo scheletro dell'immobile. Per adesso, comunque, non c'è ancora il via libera dalla magistratura a portare a termine la demolizione. Il crollo della vecchia casa di tolleranza, ha avuto se non altro il merito di riportare l'attenzione sul dibattito relativo i quartieri del centro storico di Ragusa superiore, dove insistono un gran numero di immobili non più abitati, fatiscenti, che necessitano di interventi di messa in sicurezza.
"Dal sopralluogo che ho fatto nei luoghi del circondario, vicino alla palazzina crollata - afferma l'assessore comunale all'Urbanistica, Mario Addario -, considerato che sono un ingegnere e lavoro nel settore dell'urbanistica, posso sostenere senza timore di essere smentito, che almeno altri 20 immobili, come quella palazzina crollata, vanno demoliti". Da anni si discute sul riuso o demolizione dei vecchi fabbricati, ormai dismessi da tempo, del quartiere Carmine Putie. Nei piani particolareggiati dei centri storici sono previste sia demolizioni, nel caso di abitazioni dismesse, fatiscenti e senza valore storico, che ristrutturazioni.
"La Soprintendenza in maniera ottusa pone dei veti nel centro storico - sostiene l'assessore Addario - laddove bisognerebbe approvare accorpamenti di unità abitative, vengono posti dei veti".
Il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Peppe Calabrese, pone invece l'accento sul problema del ritardo dell'approvazione dei piani particolareggiati. "E' bene ricordare all'amministrazione comunale, che i piani particolareggiati erano pronti sei anni fa - dice Calabrese - ma il sindaco colpevolmente li ha conservati nel cassetto, e l'effetto è stato quello di far fuggire la gente dal centro storico e di andare ad acquistare le case nelle zone Peep".
La Sicilia
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5
05/02/2012 12:33
VILLETTOPOLI
fr
appunto. lo ius aedificandi è decaduto da ormai 40 anni. ma solo dove le leggi le si vuole rispettare. e siamo punto e a capo. il diritto alla villetta non è sancito da nessuna parte, fuorché nella testa italica capace di una villettopoli dalla brianza al val di noto. I centri storici italiani sono ormai roba da cartolina, immagine, suggestione, finzione di qualcosa che si crede escluda la vita come la intendiamo oggi. ne abbiamo perso il libretto delle istruzioni e ora siamo come tombaroli che improvvisano l'uso di oggetti sconosciuti. le nostre case sono altrove, fluttuanti tra la campagna e la città, in qualcosa senza nome che chiamiamo agglomerati urbani, che di per se è una definizione che non rassicura. e nelle nostre città siamo turisti non meno dei francesi. In genere un articolo come questo non trova mai commenti, forse non serve dire, o non si sa a chi dirlo. lei invece l'ha commentato. e questo è singolare.
4
04/02/2012 16:50
DIBATTITO
Pepe Carvalho
Va bene, non sarebbe la prima volta, e forse sarebbe pure inutile, ma perchè, caro prof. Bellia, non riprendere nuovamente l'argomento in oggetto (quello espresso nei suoi commenti e in quello dell'altro prof.) per tentare di riaprire nuovamente il dibattito in un momento di magra assoluta e in un momento di "preparazione" dietro le quinte per le prossime elezioni? Come ai vecchi tempi di Sciclinews. Cordiali saluti.
3
04/02/2012 14:17
SUL "DIRITTO ALLA VILLETTA"
pb
veda, fr, non esiste nessun diritto legato alla proprietà dei suoli. Nessuna concezione domenicale del diritto di proprietà è oggi ammissibile. I legislatori hanno limitato l'esercizio subordinandolo a tutte le forme di pianificazione e a tutte le scale. QUindi, la configurazione dello "ius aedificandi" èì dacaduta., con il diritto alla villetta. Tutto questo dove le leggi si rispettano.
2
04/02/2012 00:58
PB STA PER PAROLI BINIRITTI?!
fr
caro PB, ogni volta che, parlando da italiano, esprimo un concetto in inglese, ho paura che la mia collega, ascoltando da cinese, ne capisca un altro. il fatto è che ogni parola non ha una traduzione univoca in tutte le lingue. ad esempio dalle nostre parti progettare vuol dire inesorabilmente costruire, e il destino ineluttabile di ogni pezzo di terra è essere occupato. In nome del sacrosanto diritto alla villetta. e raccontarsi di identità, risparmio, consumo di suolo e paesaggio rischia di essere preso per un vaneggio incomprensibile. ma io le voglio credere. perchè se lei confida di trovare un interlocutore avrà le sue buone ragioni. ma quali?
1
03/02/2012 12:20
LE CANCELLAZIONI
pb
Ogni comprensione, sia per le urgenze dell'ingegnere che invoca gli abbattimenti per l'edilizia a rischio crollo, sia per "La Soprintendenza (che) in maniera ottusa pone dei veti nel centro storico". Ecco, cancellare le tracce del tessuto urbano per erigere testimonianze del bisogno creativo, è un grave danno. Invece del trasferimento della popolazione nei qualrtieri PEEP, i peep bisognava attuali in quelle case che oggi si vogliono abbattere. Era un bene per l'identità della città, un risparmio economico, si riduceva il consumo di suolo, e non si forzava il trasferimento di popolazione da sempre "imparentata" con quei luoghi.