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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 26/05/2012 18:31 - Online: 143 - Visite: 8388607

08/02/2012 10:44

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Un banco alimentare in memoria di Salvuccio Agosta

L'impegno dei genitori

Un banco alimentare in memoria di Salvuccio Agosta

Modica - Silenziosamente aiutare gli altri per riscoprire il valore delle piccole cose, portando avanti l’impegno caritatevole del figlio.

Scomparso nel 2004, all’età di 26 anni, Salvuccio Agosta, sin dalla più giovane età, aveva un grande rispetto per gli altri ed il dono, non comune, della carità. In suo ricordo i genitori, Giorgio e Maria, hanno voluto creare l’associazione Salvuccio Agosta da diversi anni impegnata nel progetto del Banco Alimentare, che il giovane modicano aveva sognato di realizzare nella propria città. Salvuccio sognava di avvicinare i giovani a Gesù, con atteggiamenti di carità e di umanità, e aveva intrapreso gli studi teologici.

Afflitto dalla malattia che lo consumava lentamente non perdeva mai il sorriso e dal suo amore per i più deboli era nata la sua grande dedizione per l’iniziativa della Colletta Alimentare, che lo vedeva ogni anno impegnato in prima persona, con costanza, anche durante la malattia. Oggi i coniugi Agosta, convenzionati con il Banco Alimentare aiutano oltre 100 famiglie consegnando loro beni di prima necessità, ma anche supportandoli nella vita quotidiana che spesso diventa insopportabile per chi si trova in difficoltà.

E sono sempre più numerosi i nuclei familiari che si rivolgono a loro, non senza vergogna ed imbarazzo per essere in condizioni di disagio, famiglie sempre più eterogenee molte delle quali si disgregano per ragioni economiche.

"Si potrebbe fare di più – dicono timidamente i coniugi Agosta – c’è tanto bisogno. Noi operiamo grazie ad alcuni volontari che ci mettono in contatto con le famiglie più bisognose. L’operato dell’associazione, così come il pensiero di Salvuccio, è ispirato a Giovanni Paolo II e Don Giussani. Non vogliamo notorietà piuttosto invitare quanti sono in condizioni di difficoltà o sono caduti in disgrazia a non aver timore di chiedere aiuto, a parlare e a confrontarsi, e a quanti sono in grado di aiutare gli altri a farlo per riscoprire i veri valori. Noi dapprima distratti dalla quotidianità, dal consumismo e dalle futilità non ci rendevano conto delle piccole cose che impreziosiscono la vita e solo adesso capiamo l’importanza dei piccoli gesti. Salvuccio cercava sempre di coinvolgerci nelle sue attività e fino alla fine, allo stremo delle forze, ha voluto adoperarsi per il bene degli altri nonostante le avversità. Noi non capivamo ma adesso questo progetto, in onore di Salvuccio, ed altre iniziative di solidarietà a cui partecipiamo in suo ricordo, ci danno la forza di andare avanti e mitigare il dolore indescrivibile della perdita di un figlio. Scoprendosi vicini e ancor meglio tutti uniti si può fare tanto e stare meglio". 

 

La Sicilia

Adriana Occhipinti

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