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Sabato 26 Maggio 2012 - Aggiornato 26/05/2012 18:31 - Online: 151 - Visite: 8388607

08/02/2012 12:01

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La numismatica nella baia di Camarina

Nell'ambito del corso Ergasterion

La numismatica nella baia di Camarina

Ragusa - Il tesoro dei sei imperatori della baia di Camarina. Il fascino delle antiche monete e l’identità territoriale che le stesse sono in grado di garantire.


Sono alcuni dei temi che saranno trattati in occasione del settimo appuntamento di “Ergasterion – Fucina di archeologia”, il ciclo di incontri promosso dalla sezione di Ragusa dell’associazione “SiciliAntica”. Venerdì 10 febbraio, alle 17,30, nell’auditorium di Santa Teresa a Ibla, giovani studiosi e professori affermati si confronteranno con l’obiettivo di tracciare un quadro chiaro sulle peculiarità di un territorio, quello del Sud-est siciliano, ricco di spunti sorprendenti. Giuseppe Guzzetta, docente di Numismatica presso l’Università di Catania, parlerà dell’insieme dei ritrovamenti che ha reso possibile la ricostruzione dell’impianto di Camarina, uno degli esempi più belli dell’urbanistica del IV secolo a. C. Ci sarà anche Mariangela Puglisi, specializzata in Archeologia classica presso l’Università del Salento, dottore di ricerca in Archeologia presso l’Università degli studi di Messina, che si soffermerà sulle immagini monetali e sull’identità territoriale, focalizzando il proprio intervento sull’interpretazione delle iconografie monetali siciliane di età greca, lette alla luce del loro rapporto con le realtà politiche locali. L’attenzione sarà indirizzata alle tipologie più legate all’identità di ciascuna polis. Roberta Zappalà, laurea in Lettere classiche, indirizzo archeologico, presso l’Università di Catania, avrà un occhio di riguardo sulla monetazione di Camarina di età greca e sulla possibilità futura di rivalutarne gli studi, alla luce delle metodologie proprie della “numismatica contestuale”. Zappalà riferirà, in proposito, gli esiti del workshop internazionale di numismatica di Roma, un incontro tra numismatici e archeologi di livello internazionale. La moneta, secondo quanto sarà detto da Zappalà, deve essere parte integrante dell’analisi complessiva del contesto di provenienza e pertanto non deve essere valutata come oggetto di studio “indipendente” rispetto agli altri materiali. Infine, Giorgia Gargano, specializzata in Archeologia classica presso l’Università di Lecce, affronterà gli studi legati alle monete provenienti da contesti archeologici nella Sicilia sud-orientale.

 

 

Nella foto: 1/3 di statere in elettro, ante 561 a.C., Lidia

 

Redazione

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