Giudiziaria Catania 29/03/2012 22:27 Notizia letta: 2460 volte

Imputazione coatta per Raffaele Lombardo

Sotto inchiesta anche il fratello Angelo
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Catania - Come disposto dal Gip Luigi Barone, entro 10-15 giorni la Procura di Catania dovrà coattivamente chiedere, a un nuovo Giudice per l'udienza preliminare, la richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno all'associazione mafiosa e voto di scambio aggravato per il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e per suo fratello, Angelo, deputato per il Mpa.

Ma contemporaneamente martedì prossimo proseguirà, con una nuova udienza, davanti alla quarta sezione del giudice monocratico di Catania, presieduta da Michele Fichera, il processo per reato elettorale ai due fratelli Lombardo. I due procedimenti dovrebbero continuare separati, con due capi di imputazione diversi. Il processo in corso, che riguarda le elezioni alla Camera del 2008 e la compagna elettorale per fare eleggere Angelo Lombardo, nasce da uno stralcio dell'inchiesta Iblis su presunti rapporti tra mafia, politica, pubblica amministrazione e imprenditoria dopo indagine avviate da carabinieri del Ros su Cosa nostra di Catania. La posizione dei due fratelli Lombardo era stata stralciata dal fascicolo principale e l'accusa iniziale di concorso esterno all'associazione mafiosa è stata derubricata in reato elettorale con la citazione a giudizio diretta disposta dalla Procura davanti al Tribunale monocratico. Adesso però, sullo stralcio dal quale era pendente l'accusa di concorso esterno all'associazione mafiosa, il Gip Barone ha disposto l'imputazione coatta per Raffaele e Angelo Lombardo, la cui posizione dovrà essere vagliata da un altro giudice che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio dei due imputati. La scelta dell'allora procuratore facente funzioni, Michelangelo Patanè, e dell'aggiunto Carmelo Zuccaro, che l'avevano motivata richiamando la sentenza di assoluzione della Cassazione su Calogero Mannino imputato di concorso esterno all'associazione mafiosa, non era stata condivisa dai quattro sostituti titolari dell'inchiesta, creando valutazioni diverse all'interno dell'ufficio. Il fascicolo dei fratelli Lombardo era stato avocato da Patanè e Zuccaro, mentre il resto dell'inchiesta è rimasta affidata a due dei quattro pm: Antonino Fanara e Iole Boscarino. "Non è una pronuncia definitiva, ma una decisione che dovrà passare al vaglio di un Gip", specifica l'avvocato Giudo Ziccone a nome della difesa. "In quella sede - aggiunge il penalista - faremo valere con forza, determinazione convinzioni le nostre ragioni. Noi eravamo e siamo sereni perchè certi delle nostre ragioni". "Continueremo a fare il nostro lavoro con la stessa serenità di sempre, seguendo le indicazioni che sono arrivate dal giudice", ha detto, dal canto suo, il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi.

Redazione
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