Catania - Dodici anni di reclusione, due in meno rispetto alla richiesta del pubblico ministero, sono stati inflitti al pregiudicato sciclitano Fulvio Mormina, a conclusione del processo davanti al Gup del Tribunale di Catania che si è occupato dell'operazione antidroga denominata “Mixer”, eseguita dai carabinieri e che coinvolse 38 persone, molte delle quali sono andate al giudizio ordinario. Due, Francesco Aprile e Vincenzo Caccamo, sciclitani, avevano deciso di patteggiare, rispettivamente, il primo a due anni di reclusione e diecimila euro di multa, pena sospesa, con la non menzione e l’immediata scarcerazione, dato che era agli arresti domiciliari, l’altro a cinque anni di reclusione.
Il magistrato giudicante ieri ha, comunque, escluso che Mormina, che è stato difeso dall'avvocato Ignazio Galfo del Foro di Modica, fosse il capo, l'organizzatore, il promotore dell'organizzazione criminosa.
Prima che il Gup si ritirasse in camera di consiglio, l'avvocato Galfo aveva discusso la posizione di Marilena Cavallini, moglie di Mormina, anche lei di Scicli, chiedendo l'ammissione al giudizio abbreviato che il giudice ha concesso fissando la data di udienza al prossimo 8 aprile.
Col rito abbreviato è stato giudicato anche Angelo Scifo, sciclitano, anch’egli ritenuto dal pubblico ministero uno dei leader. L'uomo, difeso dall'avvocato Bartolo Iacono, è stato condannato a sei anni di reclusione tanti quanti ne aveva chiesto il piemme.
Rosario Timperanza e Vincenzo Mallia, difesi sempre da Iacono, sono stati condannati, rispettivamente a cinque anni e quattro mesi e a quattro anni. Per tutti è stata esclusa l'associazione per delinquere. Anche per gli assistiti dall'avvocato Occhipinti è arrivata l'assoluzione per l'associazione ma sono stati condannati per la detenzione ai fini dello spaccio di droga.
Si tratta di Roberto Rinzo, condannato a dieci anni di reclusione, Pietro Agosta, condannato a sei anni e otto mesi di reclusione, Bartolomeo Trovato, cinque anni di reclusione, e Riccardo Eterno, un anno e nove mesi di reclusione. Condannato a quattro anni di reclusione e dieci mila euro di multa, Santino Levante, difeso dall'avvocato Enrico Platania del Foro di Ragusa, mentre assoluzioni sono arrivate per due persone che, all'epoca non erano state arrestate ma solo denunciate a piede libero. Si tratta di C.A. e A.A., quest'ultima, una donna per la quale è stato dichiarato il non luogo a procedere. Entrambi sono stati difesi dall'avvocato Edoardo Cappello del Foro di Ragusa. Quasi tutte le condanne prevedono anche delle multe.
Il Gup ha rinviato gli atti al Tribunale di Modica per trattare le posizioni di tutti gli altri coinvolti nella maxi indagine e che hanno deciso di adire la strada del giudizio ordinario fissando l'udienza al prossimo 25 marzo.
Tra gli altri impelagati in questa vicenda figurano gli sciclitani Massimiliano Gesso, Carmela Adamo, Antonio Occhipinti, Carmelo Ferraro, Bartolomeo Carnemolla, Davide Caruso, Vincenzo Mallia, Luca Timperanza, ed anche Antonino Collura di Canicattì, Salvatore Lombardo, di Palermo, sono state chieste pene minori. Secondo l'accusa, l’organizzazione sgominata dai carabinieri era dedita allo spaccio di cocaina, eroina ed hashish, tutta “roba” che sarebbe stata acquistata a Roma e che passava per Palermo, Messina, Agrigento e Trapani. La droga sarebbe stata spacciata negli esercizi pubblici e sulle strade. Tutti erano stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina ed hashish. L’operazione “Mixer”, fu stata coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania – Direzione distrettuale antimafia.
Saro Cannizzaro