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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 23/05/2012 15:30 - Online: 283 - Visite: 8388607

19/02/2009 12:27

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La morte di Francesco Veneziano. L'emozione di Italo

La morte di Francesco Veneziano. L'emozione di Italo La morte di Francesco Veneziano. L'emozione di Italo

“Il lutto attraversa le coscienze degli uomini e, drammaticamente, le interroga”.

Con la morte di Francesco ci siamo chiesti più volte il perché di questa orribile fine, di questa “sinistra facilità di morire”, abbiamo investigato il suo e il nostro passato, attimo dopo attimo, momento dopo momento, nell’umile e intima misura del ricordo. La necessità della “memoria”, del ricordo, è la risposta dell’uomo all’emozione, alla morte. Ci emozioniamo nel ricordo e per il ricordo. L’uomo vive le sue esperienze emozionandosi. È vero anche il contrario: l’uomo non vive la sua circostanza senza esserne coinvolto, emotivamente.
Chissà se un cane può emozionarsi così come l’uomo. Chissà se un cane vive d’intelligenza emotiva la sua circostanza, la sua vita, proprio come l’uomo.
Credo di sì.
Charlie, vogliamo chiamare così il fido di via Mormina, così, come lo chiamava Francesco, Lunedì 16 Febbraio, ha atteso l’arrivo della cara salma di Ciccio davanti alla porta di casa Veneziano, così, come gli amici e i parenti, così, con intima tristezza, così, in religioso silenzio. Charlie si è messo in disparte, in un cantuccio, quasi a non dare fastidio, quasi a volere passare inosservato, quasi a nascondere la sua emozione per l’arrivo del suo caro e amato Francesco. Charlie aveva atteso il suo grande amico tutta la giornata. Ciccio era finalmente tornato a casa! Ma la carezza e il pezzo di pane, o se volete il semplice conforto del sorriso di Ciccio, quella sera divennero per noi e per Charlie solo un mesto ricordo. E così la veglia davanti al portone di casa del suo amico per tutta la notte, e così il mattino, il pomeriggio e la sera. E poi tutta la notte, davanti la chiesa del Carmine, in attesa dei funerali.

Charlie piangeva il suo Ciccio in silenzio, davanti alla porta di casa, unendo la sua tristezza alla nostra tristezza in un’unica inesprimibile emozione. E Charlie era ancora lì davanti al silenzioso corteo che Mercoledì accompagnava Francesco verso il sepolcro: l’emozione immortale di un cane anch'egli capace di amare.

 

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