Alberto Depetro, reggente durante l'interregno Poidomani-Guccione, rinviato a giudizio a Gela.
di Redazione
Ragusa – Il semestre di guida di Stefano Guccione a Iblea Acque, segnato da annunci, conferenze stampa e interventi a vuoto, non ha prodotto i risultati attesi dalla comunità ragusana: la migrazione del software gestionale, un investimento di alcuni milioni di euro la cui approvazione resta tutt’oggi oscura -chi ha autorizzato l’acquisto in assenza di una delibera dei soci? – ha messo a nudo fragilità operative e contabili.
Le casse appaiono svuotate, la riscossione non trasforma i consumi in liquidità, le bollette sono contestate e la morosità è in crescita. In questo quadro le scelte politiche e amministrative sono diventate decisive quanto gli aspetti tecnici e la diagnosi, pur corretta, non ha trovato un’esecuzione adeguata.
Si ventila da più parti la notizia di un ritorno di Franco Poidomani, l’ingegnere ragusano che è già stato amministratore della società: la sua figura conserva un consenso trasversale che va da Forza Italia al Pd.
Nè si può poi sorvolare sul caso del dirigente Alberto Depetro, rinviato a giudizio a Gela per presunti usi distorti dei proventi delle royalties. Alberto Depetro, per chi non lo sapesse, è stato il reggente durante l’interregno Poidomani-Guccione, un deus. Le vicende giudiziarie, purtroppo, alimentano sfiducia, impongono chiarimenti e richiedono verifiche rigorose sui flussi finanziari che hanno interessato le casse pubbliche.
A partire dalle consulenze esterne, vere e proprie zavorre di gestione in ogni settore. Perché le consulenze, si pagano. Profumatamente.
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