di Redazione
Il Partito della Rifondazione Comunista di Scicli rende noto che in data odierna ( mercoledì 19 settembre 2007 ) è stata presentata una interrogazione parlamentare al Ministro degli Interni da parte degli onorevoli Alberto Burgio, Paolo Cacciari, Maurizio Acerbo, Augusto Rocchi sulla vicenda relativa alla discarica di San Biagio, con particolare riferimento alla gestione da parte della Prefettura del presidio dell’ 11 settembre, con lo spropositato dispiegamento di forze dell’ordine e il posto di blocco all’accesso del sito.
Si allega testo dell’’interrogazione.
INTERPELLANZA
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro degli Interni, per sapere
– premesso che:
il Comune di Scicli, in provincia di Ragusa, ha ospitato per anni nel suo territorio una discarica comprensoriale presso la quale hanno conferito i propri rifiuti, oltre allo stesso, i limitrofi comuni di Modica, Ispica e Pozzallo;
detta discarica comprensoriale ha ospitato i rifiuti di un comprensorio che per popolazione supera di quattro volte quella dei residenti;
non senza incomprensioni e critiche da parte dei cittadini di Scicli le rappresentanze dell’Ente hanno sempre assunto un comportamento responsabile e rispettoso dei preminenti interessi generali evitando i conflitti che fra gli Enti Pubblici sono nel tempo insorti per il rifiuto opposto dai comuni limitrofi di trovare nel territorio del comprensorio altre soluzioni stante le dimensioni ridotte della discarica di Scicli;
il disagio sopportato nel corso di questi anni dalla comunità di Scicli è stato enorme: di tipo ambientale; di ordine sanitario insistendo la discarica a un chilometro dal centro urbano della città; di ordine economico e finanziario, avendo accumulato il Comune, in qualità di ente gestore, un credito di oltre 11 milioni, oltre le rivalutazioni di legge, da parte degli altri comuni conferitori, mettendo l’Ente in grave condizione economica finanziaria;
tutto ciò ha determinato un crescendo di proteste e di insofferenza tra la popolazione;
lo scorso mese di giugno la discarica comprensoriale si è esaurita e, d’intesa con la Prefettura, i comuni di Modica, Ispica e Pozzallo (non quello di Scicli, a cui è stato consentito di continuare ad utilizzare tale impianto) hanno fatto convergere i loro rifiuti nella vicina e più capiente discarica di Vittoria;
il 30 giugno scorso si conviene tra l’ATO di Ragusa, i comuni interessati e la Prefettura di realizzare una nuova piccola vasca all’interno della discarica di Scicli da utilizzare insieme previo il rispetto di condizioni che ad oggi non sono state rispettate;
il Consiglio Comunale aperto ai cittadini, tenuto il giorno 9 luglio 2007, ha chiesto al Sindaco, alla Provincia Regionale di Ragusa ed al Presedente dell’ATO che nessun comune, oltre a quello di Scicli, utilizzi la discarica di Scicli;
l’amministrazione comunale, facendo proprie le istanze del Consiglio Comunale stesso, delle forze politiche e delle associazioni, si è dichiarata disponibile ad assumere per intero il carico economico necessario alla realizzazione dell’ampliamento;
tuttavia, a distanza di pochi mesi, né lo stato di agitazione della cittadinanza né la convocazione di un consiglio comunale aperto al pubblico sono serviti a concretizzare tale inclinazione;
l’11 settembre 2007 diverse associazioni e forze politiche e sociali hanno dunque deciso di realizzare un presidio democratico presso la discarica di San Biagio e di impedire l’arrivo dei camion provenienti da Modica, Ispica e Pozzallo;
il libero accesso della cittadinanza al sito è stato ostacolato con un posto di blocco della Polizia, che ha fermato diverse macchine di manifestanti, chiedendo a ciascuno di essi dove stesse andando, per quale scopo e quale ruolo ricoprisse;
in tale circostanza è stato a più persone imposto di lasciare la macchina in prossimità del posto di blocco e di proseguire a piedi – al fine di raggiungere il sito in questione – per quattro chilometri;
davanti ai cancelli della discarica, a dispetto di una presenza di manifestanti non superiore alle quaranta unità, era presente un dispiegamento di oltre cento unità tra carabinieri, poliziotti e finanzieri;
una così consistente mobilitazione di Forze dell’ordine appare, a giudizio degli interpellanti, spropositata ed ha nei fatti impedito il libero accesso al sito da parte di tutti coloro che volevano aderire al presidio;
ciò si configura – a nostro giudizio – come un comportamento repressivo e irrispettoso del diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero – :
– quale sia il giudizio del Ministro interpellato sui fatti in parola;
– se il Ministro interpellato non intraveda, nell’accaduto, un atteggiamento, da parte della prefettura di Ragusa, gravemente lesivo dei diritti della comunità ed irrispettoso della comunità e delle Istituzioni di Scicli.
Alberto Burgio
Paolo Cacciari
Maurizio Acerbo
Augusto Rocchi
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