Sanità

Manno e Lo Trovato ai ferri corti sulle cure ai disabili

È botta e risposta tra il direttore generale dell'Ausl 7 Fulvio Manno e il presidente del Csr (Consorzio siciliano per la riabilitazione) Francesco Lo Trovato sui tagli operati nel settore. Al manager Ausl non vanno giù le critiche rivoltegli dai vertici del Consorzio, che hanno altresì ipotizzato un esposto-denuncia contro Manno.
Ma il direttore generale sa il fatto suo. «La riorganizzazione dell'attività riabilitativa aziendale – scrive – ricalca fedelmente le linee guida nazionali. I pazienti che possono essere dimessi dai trattamenti riabilitativi sono quelli il cui quadro è stabilizzato e, di conseguenza, non suscettibile di miglioramenti o di gravi peggioramenti. Risulta evidente che l'interruzione di tali terapie non solo non comporta alcun danno, ma rende possibile l'accesso al trattamento riabilitativo a chi ne ha effettivo bisogno. La valutazione dell'efficacia dei trattamenti è affidata a tre commissioni, una per ogni distretto sanitario, composte da un medico funzionario, uno specialista in medicina riabilitativa e un dottore fisioterapista. Le modalità adottate dalle commissioni – conclude – sono esclusivamente di tipo riabilitativo e non "ragionieristiche", basate sulla valutazione del quadro clinico e sull'effettivo beneficio che il paziente potrebbe trarre dalle cure. Lo scopo ultimo è quello di mantenere un positivo rapporto costo-beneficio, impossibile da raggiungere se non si pone termine a tutte quelle "terapie a vita" che, drenando le risorse, non portano ad alcun beneficio».
Anche Lo Trovato ribadisce la sua posizione, chiarendo che è «intollerabile il vero e proprio diktat dell'Ausl. Prima di tagli indiscriminati sarebbe stato giusto discuterne per individuare una soluzione globale». Lo Trovato resta dell'idea che «questo arbitrario modo di fare ha determinato una grave situazione proprio a causa dei tagli imposti dall'Ausl del sei per cento annuo, che stanno comportando pesanti difficoltà per i disabili».
Secondo il sindaco Piero Torchi, i tagli salirebbero addirittura al 12 per cento. Ecco perché Torchi ha concesso una settimana di tempo a Manno per rivedere la sua decisione, dopodiché mobiliterà gli altri sindaci per una protesta comune

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