Sanità

Gestione Manno: interrogazione di Orazio Ragusa

Gli errori macroscopici della gestione Manno non possono andare a discapito della qualità della sanità in provincia di Ragusa. La fiducia della comunità iblea è definitivamente recisa nei confronti della dirigenza della Ausl n. 7 di Ragusa.
Riteniamo sia alquanto singolare che un dirigente di una Ausl vada rilasciando interviste, più o meno offensive, circa il presunto livello politico dei propri interlocutori istituzionali. Ancora più singolare è il fatto che egli si astenga dal dare risposte certe o, almeno, comprensibili sulla condizione della sanità nella Provincia iblea, dunque si rende sempre più urgente una seria riflessione, da parte dei vertici istituzionali della Regione siciliana, sull'opportunità di affidare la guida dell'Ausl n. 7 a dirigenti in possesso di competenze utili ad assicurare un'efficienza adeguata ai parametri generali.
Vogliamo essere più precisi: la vicenda della Disposizione di Servizio di metà luglio, con cui il direttore generale della Ausl n. 7 ha disposto la riduzione del reparto di ortopedia del Busacca di Scicli a semplice attività ambulatoriale con attività dalle 8,00 alle 20,00, è emblematica di un atteggiamento quanto meno negligente. Risalta subito, anche per chi fosse osservatore superficiale, una grave mancanza di coordinamento interno fra gli stessi dirigenti delle diverse strutture, infatti con una nota del 18 luglio 2007 il dott. Geraci (capo Dipartimento) fa sapere che "in riferimento alla disposizione avente per oggetto variazioni organizzative per l'assistenza ortopedica erogata presso i Presidi Ospedalieri di Modica e di Scicli si specifica che il sottoscritto (ossia il dott. Guido Geraci n.d.r.) non ha avuto modo di esprimere il proprio parere prima che venisse deliberato il dispositivo in oggetto (.). Si chiede pertanto di poter concertare gli aggiustamenti necessari (.)".
Dunque emerge uno scollamento totale e preoccupante tra il vertice dell'Ausl e i rispettivi dirigenti del Dipartimento e delle Strutture Complesse. Tale totale scollamento si evince anche dalla doppia nota ove il 17 luglio, il direttore generale, ordina e dispone la riduzione del servizio sin dal 18 luglio, salvo successivamente emanare una nuova nota, stavolta del 19 luglio, in cui il servizio viene ridotto a partire dal 23 luglio.
Ma i problemi non finiscono qui. Ci chiediamo come sia stata possibile una disattenzione tale da far dimenticare, ai vertici della sanità iblea, di chiedere per tempo l'intervento dell'Assessorato alla sanità regionale al fine di prorogare tutti quei contratti che andavano in scadenza; e non ci si venga a dire di direttive assessoriali che impedivano tali proroghe perché si affermerebbe il falso. L'Assessore La Galla, già dal maggio scorso, ha affermato che si poteva assumere tutto quel personale che servisse a garantire i servizi sanitari essenziali. Oggi apprendiamo che l'avv. Manno ha inoltrato una richiesta di proroga per tutta una serie di servizi, ancora un inspiegabile ritardo che penalizza pesantemente tutta la sanità iblea. Come si fa a non programmare le sostituzioni per le ferie dei medici? Ciò sarebbe deprecabile per una semplice fabbrichetta di periferia, ma diventa intollerabile per una Ausl che è preposta a salvaguardare la salute di un'intera Provincia.
Per tutti questi motivi si rende necessaria la presentazione di una nuova Interrogazione Parlamentare, da parte dell'on. Orazio Ragusa, in cui si chiederà all'Assessore La Galla ed all'intero Governo regionale di trovare una soluzione definitiva a questa sgradevolissima vicenda. La salute dei cittadini è tutelata dalla Costituzione italiana, è nostro compito tutelarla facendo si che non sia affidata nelle mani di persone incompetenti.
Ufficio di segreteria

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