Sanità

Ammatuna: La sanità non serve per i voti

L’emergenza Sanità in Sicilia non è una novità delle ultime settimane, da quando cioè la situazione è degenerata agli occhi di tutti, a causa dei disservizi e della chiusura di alcune importanti unità operative. Già dai primi mesi dello scorso anno, alcuni parlamentari, tra cui il deputato regionale della Margherita, Roberto Ammatuna, denunciavano lo stato dei “conti della Sanità” e le conseguenze che avrebbe avuto sui servizi sanitari dell’isola, nonostante il Presidente Cuffaro e tutto il centro destra hanno continuato a sostenere che “i conti sono apposto”. “Purtroppo i fatti e le cifre oggi sono incontrovertibili- ha dichiarato l’On. Ammatuna- pertanto, alcune considerazioni, mi sembrano necessarie. _Dal 2001, anno dell’elezione di Cuffaro a Presidente della Regione, il deficit sanitario è stato di circa 400-500 milioni di euro, ogni anno, fino al 2006, anno delle ultime consultazioni regionali, quando il deficit ha oltrepassato ogni soglia arrivando alla drammatica cifra di 1 miliardo e 150 milioni di euro, rischiando di travolgere il bilancio della Regione. _Pochi giorni fa la Corte dei Conti ha certificato il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati da quasi tutti i manager nominati dal Governo della Regione dal 2003 al 2005. Secondo legge ciò comporta la decadenza dei Direttori Generali che non è mai successo in Sicilia. _L’ultima finanziaria nazionale del Governo Berlusconi impone dal 2006 a tutte le regioni il rientro del deficit sanitario, pena l’istituzione di nuovi ticket e l’aumento dell’IRAP. E questo, invece, è quanto puntualmente successo, colpendo in modo indiscriminato tutte le famiglie. _Per non subire ulteriori penalizzazioni, la Regione Siciliana, come il resto d’Italia, anche quest’anno dovrà presentare un piano di rientro dal deficit. Il Primo Piano di Rientro presentato dall’Assessore regionale alla Sanità, Roberto La Galla, è già stato respinto dal Governo nazionale. Un altro è già pronto ma deve ancora essere esaminato. _Si ripete che adesso occorrono tagli consistenti perché, in questi anni, gli sprechi hanno raggiunto livelli preoccupanti! Nessuno può contestare che la Sanità in Sicilia non è stata utilizzata solo per curare i cittadini ma soprattutto per ottenere consenso elettorale. Non sono i reparti che devono essere chiusi ma gli sprechi e le clientele devono obbligatoriamente essere eliminati. _Dal centro sinistra tutta la volontà di essere costruttivi, e il dovere di fare il possibile per evitare altri guai che si ripercuotano sempre sui cittadini delle fasce più deboli della Sicilia. In provincia di Ragusa assistiamo allo smantellamento dell’Ospedale Busacca di Scicli, del PTE di Scoclitti, ai disservizi del Pronto Soccorso di Modica, Vittoria, alla chiusura della Chirurgia di Comiso e tante altre situazioni che non possono essere affrontate senza il coinvolgimento del territorio. Tante le promesse che hanno seguito alle denunce di Sindaci, Associazioni, Parlamentari e gli incontri tra l’Assessore La Galla e il Direttore Manno; ma nessun risultato è stato ottenuto perché ognuno va avanti in ordine sparso rischiando, di nuovo, di interessarsi ai problemi della Sanità solo per propaganda elettorale. Pertanto l’On.Ammatuna chiede un incontro urgente in provincia di Ragusa con l’Assessore regionale alla Sanità, Roberto La Galla, il Direttore Generale dell’Ausl 7, Fulvio Manno, i Sindaci dei Comuni iblei, i Parlamentari ed i rappresentanti dei sindacati per assumere decisioni condivise e formali e mettere fine alla “politica dello scaricabarile” soprattutto quando si deve operare in un settore assai delicato come quello della Sanità.