Sanità

Riducono i posti letto al Maggiore

“ La riduzione prevista a regime entro il 31 dicembre 2007 di 42 posti letto per acuti all’ospedale “Maggiore” di Modica rischia di essere un nuovo durissimo colpo alle efficienza e funzionalità del nosocomio modicano.” Questo il commento del Sindaco Torchi dopo la pubblicazione sulla Gurs del 16 agosto u.s. del piano di ridimensionamento regionale sanitario che, dopo aver duramente colpito il servizio di emergenza del 118, rischia di compromettere alcuni servizi ospedalieri essenziali. Il posti letto del “Maggiore”, secondo la previsione contenuta nel decreto, passerebbero dai 209 a regime al 31 dicembre 2005 ai 167 previsti al 31 dicembre dell’anno in corso con la riduzione più significativa in provincia dove su 79 posti letto perduti in totale ben 42 vengono sottratti al patrimonio modicano con la riduzione del 20% in meno. “ Siamo fortemente preoccupati dalle scelte fatte a livello regionale ma anche amareggiati per le obbligatorie indicazioni che sono pervenute dalla direzione dell’Ausl 7, che denotano, ancora una volta, scarsa attenzione nei confronti di questo territorio nonché l’assoluta mancanza di coinvolgimento nei confronti dei sindaci e delle istituzioni che governano il territorio. Nelle scelte fatte si dimentica, da parte dell’Ausl, di evidenziare alla Regione Siciliana come l’Ospedale “Maggiore” non serva solo i cittadini modicani ma sia anche punto di riferimento per i residenti nel comprensorio e struttura di primo intervento per migliaia di turisti che affollano il Sud – Est”. Questo è l’appello lanciato dal Sindaco Torchi: “ Ci aspettiamo adesso che l’allarme lanciato non passi sottotraccia e che i deputati regionali si facciano immediatamente carico di organizzare un incontro con l’Assessore Lagalla al fine di rivedere un atto palesemente incongruente e dannoso per il territorio. Attendiamo inoltre dalla politica una forte presa di posizione nei confronti della direzione dell’Ausl 7 di Ragusa, che ha fornito le proposte penalizzanti su cui l’Assessorato ha tratto le conclusioni contestate. Il silenzio e l’acquiescenza equivarrà a condivisione e tale atteggiamento non siamo più disponibili a tollerarlo.”