Sanità

I paradossi della sanità siciliana Tagliati 42 posti letto inesistenti?

Un taglio virtuale. Non sono difatti mai esistiti i 42 posti letto dell'ospedale «Maggiore» che dovevano essere eliminati entro la fine dell'anno, come sostenuto dal sindaco Piero Torchi. Da tempo, infatti, i posti letto attivi nel nosocomio modicano sono 167, e non 209. Lo sostiene il direttore generale dell'Ausl Fulvio Manno. «Questi posti letto non sono mai stati attivati – dice Manno – per mancanza di spazi e strutture adeguate. Pertanto – prosegue il manager – alla luce dei tagli imposti da una vecchia direttiva statale, in provincia non cambia proprio nulla, in particolar modo al "Maggiore", dove i posti letto rimangono invariati: 167».
Il taglio cui si riferisce Torchi interesserà quindi 42 posti letto inesistenti. Un paradosso burocratico amministrativo in salsa siciliana. Quello che alla fine conta è che per gli utenti non cambia nulla: i posti letto attivi al «Maggiore» restano invariati. Vero è che, contattato telefonicamente, il direttore sanitario Raffaele Elia aveva comunque parlato di 207 posti letti rispetto ai famosi 209: appena due sarebbero difatti stati tagliati – stando a quanto riferito da Elia – dal reparto malattie infettive.
A ogni modo il taglio, virtuale o no, sarebbe stato comunque inevitabile. Stando difatti a quanto riferito da Manno, «si tratta di una vecchia direttiva statale applicata in tutta Italia, fatta eccezione per la Sicilia che, negli ultimi mesi, si è dovuta adeguare. Il presidente Salvatore Cuffaro – aggiunge il direttore generale – ha trovato un accordo con il ministro Livia Turco, diramando la direttiva regionale, assolutamente vincolante per tutti i direttori generali delle Ausl. Nel caso questa direttiva venisse disattesa – prosegue Manno – saremmo spediti tutti quanti a casa. Un primo controllo in questo senso da parte dei funzionari statali sarà effettuato giorno 20. E poi un secondo il 31 dicembre. Se il sindaco Torchi ha pronta una soluzione alternativa – conclude ironicamente Manno – ne parli direttamente con la Turco».
Tornando alle informazioni in possesso del direttore sanitario del «Maggiore» Raffaele Elia, i posti letto sono stati oggetto di una redistribuzione interna: dall'area chirurgica a quella medica. «Proprio le necessità dei pazienti cronici dell'area medica – afferma Elia – ci hanno indotti a operare questa scelta, comunque obbligata. Rispetto ai pazienti dell'area chirurgica, gli altri hanno spesso bisogno di degenze lunghe. Ecco quindi che servono più letti».
Per la cronaca, l'area medica comprende i reparti di medicina, geriatria, cardiologia, otorino, rianimazione, malattie infettive e nefrologia, mentre quella chirurgica ingloba i reparti di chirurgia, ortopedia e ostetricia. Secondo Manno ed Elia, quindi, «ogni allarmismo è del tutto fuori luogo».
Non ci sente da questo orecchio il sindaco Torchi. «Forse che Manno ed Elia – incalza il primo cittadino – non tengono affatto in considerazione la Gazzetta ufficiale? Eppure il piano di ridimensionamento pubblicato il 16 agosto scorso è fin troppo chiaro: i posti letto per malati acuti passano da 209 a 167, per un totale di 42 in meno rispetto ai 79 complessivi – conclude il sindaco – tagliati nell'intera provincia iblea».

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1531731979-3-despar.gif