Sanità

Fuoco incrociato Udc su Manno: Il manager dell'Ausl 7 vada a casa

Se tre indizi costituiscono una prova, ormai non c'è più alcun dubbio che la frattura tra l'Udc e il manager dell'Ausl 7, Fulvio Manno, sia insanabile. Nella giornata di ieri, in tre distinti momenti, tre diverse espressioni dell'Udc hanno lasciato intendere di considerare chiusa la parentesi di Manno negli uffici di piazza Igea. E questo nella settimana in cui si è parlato con grande insistenza della rotazione dei manager.
«Vada a casa tutto il management dell'Ausl 7»: ha tuonato il direttivo dell'Udc di Modica; «In questa provincia – ha aggiunto parlando agli ausiliari il deputato regionale Orazio Ragusa – si parla una lingua differente rispetto a quella di Manno. Non ci capiamo. E non condividiamo affatto questa sua gestione dell'Ausl»; anche i giovani dell'Udc, da Ispica, prendendo spunto dall'ambulanza di Santa Maria del Focallo, alzano il tono della voce («Siamo stanchio meglio, Ispica è stanca di essere considerata una città di serie "B" in materia di sanità»).
Tutto nell'arco di poche ore. Un caso? Solo gli ingenui potrebbero pensarlo. Gli argomenti sono i più disparati. L'Udc di Modica, ad esempio, prende spunto dal taglio (virtuale) dei 42 posti letto all'ospedale «Maggiore». In questo caso l'Udc rischia di dare la concreta impressione del cane che si morde la coda. Il governatore Salvatore Cuffaro appartiene difatti al partito di Casini e dei firmatari della nota che vorrebbero Manno e i suoi più stretti collaboratori lontano mille miglia dalla provincia iblea. Eppure questi ultimi non fanno altro che recepire, e non potrebbero fare altrimenti, normative statali fatte proprie dalla Regione, come già da tempo accaduto nel resto del Paese.
Anche l'assemblea degli ausiliari precari è stata trasformata dall'Udc in un processo a Manno. «Da circa un anno a questa parte, per l'esattezza da quando vivo questa mia nuova esperienza di deputato regionale, sto patendo – ha ironizzato Orazio Ragusa – una profonda sofferenza, che mi affligge giorno dopo giorno: una sofferenza che si chiama Fulvio Manno».
La battuta ha strappato un sorriso ai sempre più preoccupati lavoratori. Le loro istanze (a Palermo e non certo a Ragusa) non hanno trovato quelle risposte che erano state assicurate. Oltre a Ragusa, hanno risposto all'invito Roberto Ammatuna della Margherita e Carmelo Incardona di An. Assenti Salvatore Zago e Innocenzo Leontini. Proprio all'indirizzo di quest'ultimo si è avvertito un leggero livore dei presenti, che si sono in qualche modo sentiti "abbandonati". Ragusa ha scaricato tutte le responsabilità sull'Ausl 7: «Manno deve andare a casa perché avrebbe anche potuto trovare una scappatoia per ottenere la stabilizzazione, seppure part-time, ma non l'ha fatto». Altrettanto esplicito Ammatuna: «Occorre ripartire da zero». Parole che non cambiano la sostanza: la bozza di legge presentata dai parlamentari iblei si è arenata all'Ars. Non risulterebbe neanche in scaletta per la discussione. Carmelo Incardona ha proposto ai colleghi di sensibilizzare i rispettivi capigruppo per velocizzare l'iter di discussione della bozza all'Ars, affinché possa tramutarsi in legge il prima possibile.
A Ispica il malcontento nasce, invece, dalla mancata presenza per i primi 15 giorni di settembre dell'ambulanza alla guardia medica estiva di Santa Maria del Focallo.

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