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08/12/2007 00:00

Come non pagare la bolletta della luce col fotovoltaico

di Redazione

Non pagare più la bolletta dell’energia elettrica. Anzi, non pagare la bolletta e sostituirsi all’Enel, guadagnando nella produzione di energia elettrica. Dal tetto di casa propria. Sembra un sogno, e invece è una opportunità concreta, per le famiglie, le aziende e gli enti pubblici, compresi i Comuni e gli ospedali. La misura è contenuta in parte nell’ultima Finanziaria e in misura maggiore nel nuovo Decreto sul “Conto Energia” che permette non solo di eliminare i costi della bolletta (eccezion fatta per il canone fisso del contatore), ma pure di guadagnarci. Il decreto è stato rifinanziato senza limiti di spesa e l’attesa è finalmente terminata. Installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa non risponde solo al nobile fine di inquinare meno l’ambiente grazie al ricorso a fonti di energia alternativa (la luce del sole), ma rappresenta una opportunità concreta per abbattere totalmente i costi del consumo di energia elettrica per le abitazioni private e per le aziende. E se non si hanno i soldi per pagare le spese di acquisto e installazione dell’impianto, è l’impianto che paga se stesso, grazie alla produzione di energia elettrica. 

 
 

COME NON PAGARE LA BOLLETTA E GUADAGNARE SOLDI PRODUCENDO ENERGIA 

1) LE ABITAZIONI PRIVATE 

Primo esempio. Una famiglia che abita in una villetta di cento metri quadri. Il fabbisogno energetico è quello di un contatore di 3 kilowatt. Basterà installare un impianto di circa 30 metri quadrati sul tetto dell’abitazione (senza alcun impatto ambientale) e sarà prodotta energia elettrica a sufficienza per evitare il ricorso all’energia erogata dall’Enel. La famiglia in questione non pagherà più la bolletta della luce. Per sempre! L’unica spesa sarà il canone per il noleggio del contatore. Ma la parte più avvincente della storia è un’altra: lo Stato vi manda il bonifico periodicamente sul vostro conto corrente, per l’energia elettrica prodotta.  

PERCHÉ LO STATO DOVREBBE PAGARVI PER PRODURRE ENERGIA? 

Ci sono tre ragioni per cui lo Stato, e il maggiore distributore di energia elettrica in Italia, l’Enel, hanno interesse a che i privati producano energia. Il primo risiede nel fatto che nel 1987 in Italia è stato votato il referendum contro l’energia nucleare, e l’Italia da allora è costretta ad acquistare, a caro prezzo, l’energia elettrica dalla Francia. Questo rende le nostre aziende meno competitive sui mercati internazionali, perché i costi di produzione in Italia sono più alti che altrove, a causa dell’alto costo dell’energia elettrica. Il secondo motivo risiede nel fatto che l’Enel non è in grado di fare fronte ai crescenti consumi di energia. Ricordate i black out che si verificano ogni anno in estate? Sono sempre di più le abitazioni munite di pompe di calore e di aria condizionata, per non dire della crescente presenza di apparecchiature elettroniche che hanno bisogno della corrente per funzionare. Il terzo e più importante motivo risiede nel rispetto della riduzione di emissioni di gas inquinanti nell’atmosfera secondo quanto previsto nel Protocollo di Kyoto. Da qui l’esigenza per lo Stato di incentivare la produzione in proprio di energia. E poiché l’Enel dovrebbe fare investimenti spropositati per ammodernare la rete e aumentarne la portata, ecco gli incentivi ai privati: lo Stato vi manda i soldi a casa se scegliete di alimentare la vostra abitazione con il fotovoltaico.  

E SE NON HO I SOLDI PER COMPRARE UN IMPIANTO? 

Già, ma quanto costa – vi chiederete – un impianto in  grado di alimentare una casa di 100 metri quadrati? All’incirca 20 mila euro. Ma voi non dovete uscire di tasca neanche un euro. Come è possibile? Semplicissimo: basta recarsi presso l’azienda “Pisacane Impianti Tecnologici” affiliato “Enel.Si”, nel nuovo Centro Direzionale in via Alberto Sordi n°10, in contrada Bruscè, a Ragusa, e lo staff tecnico eseguirà uno studio di fattibilità, prevedendo la quantità di energia che dal tetto di casa vostra riuscirete a produrre, e, conseguentemente, l’ammontare dei soldi che periodicamente lo Stato accrediterà sul vostro conto corrente. A questo punto, se non avete soldi da investire nell’operazione, cedete il credito a un istituto bancario convenzionato con “Enel.Si” (esiste una convenzione nazionale) e per i primi dieci anni vincolate quei soldi che vi arriveranno periodicamente alla Banca che vi ha concesso il prestito. Si badi bene, è un prestito chirografario, cioè senza alcuna ipoteca sull’immobile. La Banca sa già che l’impianto produrrà un certo reddito nel corso degli anni e questo le basta come garanzia. In  genere per recuperare l’investimento servono 10-12 anni, la provincia di Ragusa è la più solarizzata d’Italia. E per la produzione di energia basta la luce, il chiarore del sole. Del resto non si spiegherebbe altrimenti come in Germania (dove temperature e clima sono notoriamente rigidi) il 90 per cento del territorio sia irradiato grazie all’energia derivante dal fotovoltaico.