Sanità

Salva una, perse dodici guardie mediche

Salva una, perse dodici. Questo il risultato, penalizzante, giunto ieri da Palermo al termine della interlocuzione con l’Assessore regionale alla Sanità, Roberto Lagalla.

      Si era partiti alla buon’ora, con un pullman, tutti insieme, politici e cittadini comuni, per difendere la Guardia Medica di Ragusa Ibla.

      Come si può chiudere un presidio medico in un quartiere come Ibla che è anche polo di attrazione turistica?

      “Ce la faremo, la salveremo” era il coro che si levava dalla deputazione e dal comitato a difesa.

      Tutti lì a protestare. Ibla non deve chiudere e non chiuderà.

      Che bello, la battaglia è vinta.

      Si, solo che abbiamo perduto la guerra. Già perché quel ragioniere di Lagalla, bontà sua, ha si tutelato Ibla, ma – per far quadrare i conti – ha tagliato i fondi per le guardie mediche turistiche.

      Significa cioè che in estate Santa Maria del Focallo, Marina di Modica, Marina di Ragusa, Scoglitti e ancora Donnalucata, Sampieri, Cava d’Aliga, Casuzze, Punta Braccetto, Punta Secca, Marina di Acate, rimarranno senza presidi medici.

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      Almeno che, per i tre mesi estivi, le guardie mediche ordinarie verranno spostate nelle località balneari, alla stregua degli aerei nelle parate mussoliniane.

      Che la coperta della sanità fosse corta, era cosa assai risaputa, ma così rischiamo davvero di prendere un brutto raffreddore, andando a tagliare qua e là, togliendo e dimezzando, e diminuendo l’orario di lavoro dei medici.

      Ma noi, figli di questa provincia, impavidi come non mai e guidati dai nostri Braveheart, all’alba della stagione estiva saremo pronti per affrontare una nuova battaglia per le guardie mediche turistiche, snocciolando numeri e giustificazioni.

      Organizzeremo nuovamente pullman direzione Palermo, torneremo a protestare, a cantare in coro: “salviamo la guardia medica”.

      Possiamo organizzarci già da adesso. Orsù reclutiamo le truppe, i colonnelli ed i generali li abbiamo già, guai a cambiarli.

      Ci raduneremo e protesteremo per le guardie mediche estive. Dai campi e dalle officine. Tutti insieme.

      Possiamo vincere, ce la faremo. E sarà un’altra battaglia.

      Attenzione però a non dimostrare, ancora una volta, di essere la provincia “babba” o una armata Brancaleone, o come quella squadra di calcio soddisfatta di aver segnato un goal, senza pensare che si è perso 12 a 1. 

Giorgio Caruso, Vm Giornale