Scuola

La scuola Vittorini laboratorio di ricerca sull'interferenza del dialetto

La scuola elementare Elio Vittorini di Donnalucata è stata teatro di un laboratorio condotto da una neo laureata in psicologia a Padova, Marylisa Fiorilla, di una ricerca sociolinguistica, partendo  dagli elaborati scolastici, privi di correzione, degli alunni per studiare la loro interlingua ed in particolare L''INTERFERENZA LINGUISTICA DEL DIALETTO SULLA LINGUA STANDARD,
come lingua viva scritta più che parlata, da piccoli che si esprimono con forme tipiche, conservando il loro biculturalismo di fondo.
Ecco una sintesi.



L’interferenza linguistica del dialetto sulla lingua standard
Gli errori grammaticali degli alunni di una scuola elementare in Sicilia
Questa ricerca “azione partecipante”, ha carattere prevalentemente sperimentale, sia pure a tratti ingenua o semplificata proprio come testimonianza di partecipazione a una realtà, esperienza e attività della scuola elementare; IC “ELIO VITTORINI” DONNALUCATA (SCICLI) PLESSO MILIZIE-ALLENDE , muove con finalità esplorative, e di comprensione del contesto ristretto e delimitato in cui opera la ricerca, non si pone quindi problemi di generalizzabilità o trasferibilità.. La scuola scelta si trova in una località marittima, Donnalucata, (provincia di Ragusa) una sede scolastica che accoglie cinque classi una prima, due seconde e due quinte e quasi tutti gli alunni provengono dalle zone limitrofe al centro abitato. Abbiamo scelto i ragazzi in età scolare come oggetto d’ indagine, proprio perché nella fase di evoluzione linguistica in cui si trovano sono più facilmente riscontrabili l’influsso e la portata di differenti variabili. Il nostro campione è costituito da quattro classi, due terze e due quinte rispettivamente 3°A1 , 3°A2, 5°A1,5°A2,. D’altra parte, ci siamo volti alla scuola non solo per comodità tecnica (reperibilità di materiale e continuità nell’esperienza) ma anche in quanto la riteniamo agente fondamentale di trasmissione culturale e luogo privilegiato delle tensioni e normalizzazioni linguistiche. . Infatti il dialetto come sistema linguistico non autonomo (a volte non posseduto nella sua totalità, subordinato culturalmente a un'altra lingua non posseduta) produce molti dei cosiddetti errori, valutati in modo più o meno repressivo all’interno della scuola e raramente considerati come conseguenze delle interferenze di due sistemi linguistici non padroneggiati. Tra i vari livelli in cui avvengono queste interferenze ( fonico, grafico, morfologico, sintattico, semantico) non ci siamo occupati di quello fonico, ma di resoconti scritti, dagli alunni, prive di “correzioni”scolastiche. Le esercitazioni sono state presentate alle classi come giochi liberi e non prove di valutazione didattiche, grazie alla collaborazione degli stessi insegnanti si è cercato di ridurre al massimo condizionamenti esterni e pressioni sui bambini. Sono stata presentata dagli insegnanti come una studentessa di psicologia e dopo aver passato qualche ora con loro ho proceduto alla somministrazione delle due prove: vignette in sequenza, la cui consegna era “descrivi ciò che vedi” ed una lettera da indirizzare ad un amico/a. .
Gli obiettivi della ricerca: L’interferenza del dialetto sciclitano  nelle strutture grammaticali dell’italiano standard, l'analisi degli errori commessi dagli alunni. Lo scopo dell'analisi degli errori è descrivere la natura dell' interlingua dello studente e confrontarla con la lingua d'arrivo. Quindi se vogliamo analizzare gli errori degli studenti per ricostruire la loro interlingua in una certa fase di apprendimento, dobbiamo farlo sul materiale linguistico prodotto spontaneamente: composizioni, storie, produzioni libere. Il lavoro si è svolto prevalentemente in classe, con i bambini, nel tentativo di avere dati anche di carattere “psicologico” in senso lato, a disposizione. Ci siamo serviti solo degli esercizi scritti perché fosse più facile il controllo dei risultati, dato anche il limitato tempo a disposizione (il lavoro si è svolto per due ore al giorno in una settimana). Gli approcci basati sull’analisi del linguaggio sono approcci che non mirano direttamente alla comprensione delle motivazioni e degli intenti degli attori, quanto alla descrizione e all’individuazione di regolarità all’interno del materiale testuale raccolto. Prendendo ad esempio la classe 3°A1, confrontando le due prove senza modificare le produzioni scritte degli alunni si può osservare, l’unicità di ogni elaborato, senza mettere in discussione la loro correttezza, ma raccogliendo minuziosamente per ogni alunno la competenza, l’espressività, del repertorio linguistico di questi alunni di scuola elementare.
   Diari 3°1

Mi piace restare a scuola e di lavorare,vorrei restare con la mia famiglia e gli voglio troppo bene.   
M.B.
Ti voglio parlare del mio compleanno che verresti alla casa mia e porterai tanti regali e che stassi tanto tempo a casa mia,così che usciamo insieme.    
F.B

Diario e vignetta
Titolo: “una passeggiata con il zio”; è matina, il zio ci dice non torcali; vedero funghi e le raccoglierlo, e se ne vando a casa.    tu tante volte mi hai infitato.
Per il mio compleanno ti infito    V.C

 Considerazioni conclusive
Osservando le libere descrizioni dei bambini non può sfuggirci l’influenza del dialetto nelle strutture grammaticali, nei tempi verbali ma soprattutto nella parole con cui si descrivono: ” restare a scuola” , oppure quando raccontano un: “vedero funghi e le raccoglierlo, e se ne vando a casa”. Questo permette di osservare non soltanto la competenza linguistica di V. C* ma di estendere qualitativamente l’analisi ad altri scolari ed osservare in che modo si raccontano, non dimenticando di notare come i vari livelli di dialetto locale, regionale, e l’italiano standard si intersecano nei loro elaborati. Portatori di un bilinguismo meno consapevole a volte, negli alunni infatti l’emergere di termini e costruzioni tipiche della parlata siciliana comporta una correzione grammaticale, con il tentativo delle maestre di “cancellare l’errore” o di modificarlo perché deviante dalla lingua standard italiana. In particolare si può notare che “erroneamente” tre alunni su 14 hanno usato il verbo “vedero” e che lo stesso tipo di dialetto locale è visibile in alcune proposizioni nei loro diari, come per esempio: “ a me mi piacerebbe che tu saresti mio fratello per tutti i giorni, che non fosse una finta” .
L’analisi qualitativa di questi ed altri elaborati ha permesso di osservare e comprendere meglio il fenomeno del dialetto sciclitano, nella borgata marittima, in cui abbiamo realizzato la ricerca, come lingua “viva” riconosciuta e parlata non soltanto dagli anziani, dalle persone socialmente ed economicamente svantaggiate, ma anche dai bambini che proprio all’interno della scuola, nel loro esercizio continuo di formazione e acquisizione di nuove conoscenze metalinguistiche mantengono e sviluppano la loro consapevolezza linguistica e culturale, grazie ad un repertorio linguistico ricco di forme e metafore verbali che a volte interferisce con i registri della lingua standard.
 Infine vorrei ricordare che le “cause” degli errori possono derivare soltanto in parte da fattori personali di disturbo, ma soprattutto il luogo in cui si studia è responsabile della maggior parte di errori; infatti chi impara l'italiano in Italia è esposto molto di più alla pronuncia regionale e al dialetto locale. Perciò nei livelli principiante ed elementare , è opportuno correggere poco, accettare errori locali di morfologia perchè sono inevitabili ed essere più severi con gli errori che impediscono l'efficacia e la riuscita della comunicazione.
L’ITALIANO PER MOLTI DIALETTOFONI E’ UNA LINGUA IMPARATA A SCUOLA…(Berruro)