Sanità

Laboratorio analisi al Busacca, avanti piano

Dallo scorso  fine  luglio  “avanti piano” al laboratorio analisi dell’ospedale Busacca di Scicli. Le ferie cambiano, modificano, ma soprattutto  riducono certi servizi importanti  per l’utenza, come nel caso del laboratorio analisi, dove quotidianamente  si recano tantissimi cittadini  per  sottoporsi a screening e prelievi. Da quando è stato ridotto il numero di prelievi giornalieri, per permettere al personale  infermieristico di godere del periodo di vacanze, sono consentiti  solamente 20 prelievi al dì, senza deroga per  nessuno.
Raggiunto questo limite i cittadini, anche dopo lunghe file  vengono  invitati a tornare a casa e presentarsi il giorno successivo, con il rischio di non rientrare tra i primi venti fortunati.  Solo una “levataccia” dà qualche spiraglio di poter usufruire del servizio. Ed ecco che  anziani e donne in gravidanza sbuffanno, soffrono il caldo per cercare un posto utile davanti lo sportello. Nonostante le  lamentele  e le richieste di normalizzare l’attività del laboratorio analisi, che a pieno regime  arriva ad effettuare 50 o 60 prestazioni giornaliere, tutto prosegue a ritmo lento, ligi a  non  superare la soglia  stabilita. “La situazione è a dir poco pesante per  anziani e donne gravite”, osserva il presidente delle Acli di Scicli, Bartolomeo Donzella, attento alle problematiche sociali del territorio.  “Nemmeno  il tentativo di rivolgersi a strutture private-  dice   il presidente aclino-  riesce ad alleviare il disagio. In questo periodo i laboratori privati, infatti,  sono chiusi per ferie. Ci vorrebbe  più razionalità nelle decisioni pensando a  “tamponare” la contingenza del sacrosanto periodo di ferie  con uno spostamento di personale (laddove è in doppia unità)  da  reparti meno importanti.
Per  le Acli “il funzionamento della sanità non può e non deve essere frutto di un calcolo meramente ragionieristico. Non si può trattare una materia come quella della salute pubblica tenendo semplicemente conto delle necessità contingenti del bilancio nazionale e regionale, trascurando, di converso, i bisogni e le istanze provenienti dalla società civile. Il diritto alla salute è costituzionalmente garantito. Oggi purtroppo assistiamo ad un approccio, da parte di un certo tipo di politica- aggiunge Donzella- non condivisibile, che è ben diverso rispetto allo spirito con cui i padri costituenti avevano inteso tutelare quel diritto alla salute.  Così a fronte di costi altissimi per tutti i cittadini ci troviamo ad avere, spesso, servizi di qualità scadente o comunque non all’altezza dei costi che l’intera collettività deve sostenere, nonostante l’impegno eccezionale profuso da tutto il personale medico e paramedico che spesso deve sopperire alle carenze organizzative. Questa  situazione- conclude Donzella-  non è più tollerabile  se il risultato è una penalizzazione dell’offerta sanitaria complessiva”.


Leuccio Emmolo

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1523353389-3-cappello.gif