Attualità
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27/08/2008 15:38

La farmacia comunale verso la gestione esterna

di Redazione

Farmacia comunale, si torna a parlare dell’ipotesi di una gestione esterna. L’idea si fa strada da quando, in occasione dell’approvazione dell’emendamento omnibus al bilancio di previsione 2006, centrodestra e centrosinistra hanno convenuto sulla scelta di iniziare un dibattito sull’opportunità che il Comune prosegua a gestire una farmacia con personale proprio. La farmacia a Jungi fu istituita negli anni Sessanta, quando, in seguito al dibattito sollevato da Carlo Levi, Pierpaolo Pasolini e Renato Guttuso sulla vicenda degli “aggrottati” di Chiafura, fu finanziato il Villaggio Aldisio, chiamato così in onore del ministro dei lavori pubblici gelese che finanziò il quartiere, poi rinominato Jungi. Il villaggio era privo dei servizi essenziali e l’amministrazione del tempo, un monocolore comunista, decise di creare una farmacia di proprietà del Comune. Oggi l’esperienza delle farmacie comunali è presente soprattutto in Emilia Romagna, ma sono una vera e propria rarità nell’Italia meridionale. Quale potrebbe essere una soluzione? Quella di affidare a un privato la gestione, sgravando il Comune degli oneri del personale, compreso quello di un farmacista direttore nominato dopo l’indizione di un bando e la creazione di un albo pubblico, e chiedere in cambio un canone annuo che andrebbe ad impinguare le casse comunali.
L’amministrazione ha intenzione di porre mano al problema e di definire una linea politica al riguardo. Serve infatti liberare risorse economiche per dare respiro al bilancio comunale, ingessato, costretto in ambiti di manovra ristretti, incapace di essere piegato alle esigenze della comunità.