Scuola

Il preside Enzo Giannone. L’istituto d’Arte e Oncoibla: esperienza straordinaria

Mi si scusi l’esordio che potrebbe suonare come presuntuoso, ma mi è impossibile non presentare come straordinario e felice l’intervento che gli alunni e i docenti dell’Istituto Statale d’Arte “S. Fiume” di Comiso hanno curato per la decorazione e l’ornamento dei locali del nuovo dipartimento di oncologia dell’Ospedale “M. Paternò Arezzo” di Ragusa. E ciò per una serie di ragioni, tanto di ordine culturale quanto di ordine morale.
E’ in esperienze come questa che si comprende fino in fondo non solo quali sono gli attori e i protagonisti dell’attività didattica di una scuola, ma anche il significato concreto di cosa vuol dire stabilire relazioni tra la scuola e il contesto in cui essa si colloca. Sono i docenti e gli alunni, e le loro famiglie, che vivono dentro le mura di un’Istituzione scolastica, che ne costituiscono la parte viva di una comunità culturale e formativa, aperta al confronto e al dialogo con tutti i soggetti esterni che con essa vogliono interagire e costruire progetti e pratiche non solo buone, ma anche coinvolgenti rispetto a bisogni e obiettivi diffusi. E questo è il significato relazionale cui tende la nostra scuola nel suo rapporto col mondo esterno, secondo una visione che vuol fare della sua presenza nella città di Comiso, nella provincia di Ragusa e nel Sud-est siciliano una delle ragioni prevalenti del suo stesso essere ancora in vita dopo cento anni di esistenza; con la capacità appunto di costruire percorsi, strutturare iniziative, definire temi e contenuti culturali, che tendono a conservare quella che per quanti vi vivono è il valore fondamentale, quello di essere una scuola con l’anima.
Questa volta l’anima della scuola si rivela attraverso un’iniziativa ricca e complessa, nata da un’intuizione del Dott. Carmelo Iacono, fatta propria dal sottoscritto, e subito accettata con entusiasmo dai docenti e dagli alunni. Un’iniziativa messa su con pochissimi mezzi – purtroppo al solito nel nostro Paese, verrebbe voglia di dire – e via via arricchitasi di apporti esterni di grande rilievo culturale, con tanti artisti che hanno deciso di offrire un loro contributo alla realizzazione di un’opera complessiva e collettiva quale sarà alla fine il nuovo dipartimento di Oncoibla. In ciò consiste, appunto, la straordinarietà dell’intervento, cioè nell’aver voluto e saputo costruire un’esperienza artistica allargata attorno ad un concetto di impegno culturale forse – purtroppo - passato di moda, e che ha inteso, in questo caso, recuperare e declinare quell’antico valore della bellezza assunta come una sorta di paradigma consolatorio delle vicende umane, spesso legate a momenti di dolore e debolezza in cui la vicinanza e la partecipazione compassionevole, oggettivate anche attraverso momenti estetici, possono costituire vie se non di liberazione, almeno di sospensione della sofferenza, espressioni della cifra di un’eticità impegnata, del tutto lodevole se emerge poi da ragazzi in età giovanile o addirittura appena adolescenti.
Ritengo che anche in quest’occasione l’Istituto Statale d’Arte “S. Fiume” abbia lasciato un segno sul terreno che gli è congeniale, e che peraltro rappresenta la sua missione educativa di fondo, quello dell’insegnamento dell’arte come guida e orientamento per non interrompere il sentiero della bellezza, e ripristinarlo laddove fosse interrotto. Una bellezza piena e ricca, una bellezza che è incessantemente bontà. Come emerge chiaramente dall’esperienza meravigliosa del progetto Oncoibla.
                                Il Dirigente Scolastico
                        dell’Istituto Statale d’Arte “S. Fiume” di Comiso
                                     Enzo Giannone