Sanità

L'Udc siciliano: Un nostro disegno di legge di riordino della Sanità

L’Udc siciliano proporrà un proprio disegno di legge per il riordino dei servizi della rete ospedaliera nell’Isola.
L’annuncio al termine dell’incontro tenutosi ieri sera presso la sede dell’Udc di Scicli (Rg), voluto dal deputato regionale dell’Udc ibleo, Orazio Ragusa, cui ha preso parte il deputato nazionale Peppe Drago.
Davanti a una platea folta e qualificata, l’Udc ha annunciato di voler proporre all’attenzione dell’Assemblea Regionale un proprio disegno di legge che parta dall’ascolto dei territori e dal primato dei bisogni dell’utenza, ovvero dei pazienti, al di là e al di sopra di logiche clientelari, di potere, ragionieristiche o di campanile.
Ha esordito il segretario provinciale Udc, Giancarlo Floriddia: “Non ci strapperemo certo i capelli se il Piano Russo intende azzerare i manager”.
L’on. Orazio Ragusa: “La provincia iblea era già sottostimata, quando aveva 1110 posti letto a fronte del 1396 posti letto previsti per gli acuti, quando siamo stati chiamati a subire un taglio di 79 posti letto. A Scicli ne abbiamo persi 4, a Modica 42. Ora ci viene chiesto un ulteriore e inaccettabile sacrificio di ulteriori 195 posti letto. L’ingiustizia di una tale scelta rileva vieppiù se si pensa che la Sicilia contribuisce per il 50% alla spesa sanitaria, mentre le altre regioni italiane solo al 25%. Nell’Isola, stando ai parametri nazionali (3,5 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti, uno per lungodegenti ogni 1000 abitanti) dovremmo avere 22500 posti letto, ne abbiamo solo poco più di 21.000. E’ inutile negare che alcune province tutelate politicamente sottraggono posti letto al nostro territorio.
L’utenza delle altre province siciliane fruisce di 11 servizi, in media, a Ragusa fruiamo in media di sette servizi per paziente. E però abbiamo la magra consolazione di essere “virtuosi”. Mentre si discute di portare le centrali operative del 118 da 4 a 2, con evidenti difficoltà nell’identificazione logistica dei siti in cui indirizzare le ambulanze in caso di emergenza”.

Ricco e partecipato il dibattito, che ha registrato l’intervento anche di esperti e operatori sanitari non iscritti all’Udc.
E’ stata rimarcata l’importanza di disporre di ambulanze medicalizzate, per salvare il paziente nella prima ora dell’emergenza, quella che comunemente viene definita “l’ora d’oro” ad esempi nell’infarto del miocardio. E se la legge indica in 3,5 il numero di posti letto ogni 1000 abitanti, è stato ricordato, in Sicilia il dato è inferiore alla previsione, con 2,5 posti letto di media. Occorre accorpare i reparti doppioni e vicini, è stato ammonito. “Il mantenimento dello status quo è una proposta perdente” ha detto un medico presente al dibattito.
Illuminante l’intervento del direttore sanitario dell’Ausl 7, il dott. Piero Bonomo: “Ad ogni rinuncia deve corrispondere deve corrispondere una contropartita. Perché l’assessorato regionale non attiva la Rete dei Servizi Alternativa? Occorre dotare la sanità iblea di posti letto per la riabilitazione, la lungodegenza, la Rsa. Sorprende come a fronte di una richiesta di tagli di 2400 posti letto da parte del Governo nazionale, la proposta dell’assessore Russo giunga a 5700 posti letto da tagliare!”
Tra i dati più interessanti, il credito di 5 milioni di euro avanzato dalla sanità iblea nei confronti della Regione, e in attesa di essere riscosso da anni.

L’on. Peppe Drago, deputato nazionale Udc, ha esordito spiegando che “il piano Lombardo-Russo non tiene conto dei territori. La tutela dello status quo è perdente, occorre riqualificare i servizi e la spesa in ragione delle minori risorse economiche disponibili.
Hanno tutelato Palermo e Catania, i centri di potere in cui sono stati compiuti gli sprechi maggiori –ha tuonato l’ex presidente della Regione Siciliana-. E qualcuno fa finta di confondere il Piano di Rientro sanitario con il Piano di Riforma, proponendo tagli di 5700 posti letto quando il Governo nazionale ne chiede solo 2400.
Sorprende ancora come si possa spacciare per decreto legge (in Sicilia questo strumento di politica legislativa non esiste per Statuto) una circolare che chiede ai managr, in solitudine e autonomia, di operare tagli sulla testa dei cittadini, senza che la politica sia coinvolta e interessata.
Stando così le cose, con i 190 posti letto da tagliare in provincia, l’ospedale di Comiso chiuderebbe e Scicli sarebbe destinato a diventare un presidio per la riabilitazione. E se Scicli non chiude è solo per giustificare i venti milioni di euro che si stanno spendendo in questi mesi per mettere a norma gli immobili.
Allora, tra le proposte che avanzerò, anche nella veste di Presidente del Consorzio Universitario Ibleo, c’è quella di istituire la clinica universitaria a supporto della facoltà di medicina, in modo che l’istituzione di tali posti letto vada in deroga alla rete ospedaliera provinciale”.