Sanità

Riordino sanitario, la proposta dell'on. Ragusa

Nella serata di ieri 20 ottobre si è tenuto a Scicli, nella sede dell’Udc cittadina, un incontro dibattito sul tema della sanità, più precisamente si è dibattuto sul piano di rientro preparato dalla Giunta regionale e sul D.l. complessivo sul riordino della sanità regionale; particolare attenzione è stata riservata ai riflessi dei cambiamenti prospettati sull’offerta sanitaria pubblica nella provincia di Ragusa. All’incontro erano presenti, oltre agli onorevoli Drago e Ragusa, il segretario provinciale, quello cittadino e tutta la dirigenza provinciale del partito, inoltre era presente il direttore sanitario dell’Ausl n. 7 di Ragusa Piero Bonomo assieme ad una nutrita schiera di medici e professionisti del settore che hanno partecipato con grande interesse al dibattito.

Le posizioni che sono emerse denotano tutte una sostanziale preoccupazione per la ricaduta che avrebbe in Provincia il ventilato taglio di 190 posti letto per acuti che, in teoria, dovrebbero essere riconvertiti in altrettanti posti letto per pazienti lungodegenti e/o in riabilitazione. Dunque si può facilmente evincere, secondo la chiara disamina del direttore sanitario Piero Bonomo, come gli eccessi di ricoveri in Sicilia siano dovuti alla mancanza di posti letto per lungodegenti facendo si che i malati cronici andassero ad occupare i posti dei malati acuti e, di conseguenza, contribuendo in maniera determinante a innalzare la media dei ricoveri. Volendo dunque fare un ragionamento su base regionale, la Sicilia, conta un numero di posti letto inferiore alla media nazionale, non si giustifica dunque il previsto consistente taglio di posti letto che, secondo l’analisi del dott. Bonomo, è di molto superiore a quello effettivamente richiesto dal Governo nazionale. A tutto questo si aggiunga che la provincia di Ragusa risulta essere ulteriormente penalizzata se si considera che, tra tutte le province siciliane, è una delle più virtuose ed in proporzione riceve molto meno risorse rispetto ad altre province come Palermo e Catania. A tal proposito è stato forte l’impegno preso dai due deputati, Drago e Ragusa, per salvaguardare gli standard qualitativi della sanità iblea già ai livelli di guardia. Un tale impegno è preso nel contesto in cui sta per essere presentato e discusso un piano regionale alternativo dall’Udc, correttivo rispetto alle altre proposte della Giunta regionale e della Pdl. Dunque i due deputati iblei chiederanno una rettifica dei criteri di applicazione del Piano di Rientro regionale, in particolare per la Provincia di Ragusa, conseguente ad una verifica della loro equità rispetto all’applicazione che se ne sta facendo per ciascuna delle province appartenenti alla Regione Siciliana. Infine chiederanno una chiarificazione sulla presunta riconversione dei 190 posti per acuti, avendo ben presente che una diminuzione dei posti letto per acuti in provincia di Ragusa significherebbe scendere ben oltre sotto il limite consentito dalle garanzie sanitarie offerte costituzionalmente a ciascun cittadino italiano.

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