Sanità

3000 morti viventi, l'Ausl recupera le somme corrisposte ai medici

Non c'è danno erariale per i compensi erogati ai medici di famiglia per assistiti che erano deceduti. L'Azienda unità sanitaria locale ha provveduto a recuperare tali somme corrisposte in più per i periodi pregressi.
"Non sussiste, quindi,", scrive in una nota l'Ausl 7, "alcuna ipotesi di danno erariale relativo agli ultimi dieci anni". Le anomalie dell'anagrafe sanitaria erano venute alla luce a seguito di un'indagine avviata dalla Guardia di finanza e dai Nas, che aveva evidenziato la presenza di circa 1000 cittadini deceduti, per ciascuno dei quali l'Azienda continuava ad erogare il contributo mensile di 5 euro al rispettivo medico di famiglia. L'inchiesta aveva ipotizzato un ingente danno erariale. L'Ausl ha effettuato una revisione straordinaria delle liste degli assistiti iscritti all'anagrafe. I risultati sono stati illustrati in conferenza stampa, martedì mattina, indetta dal direttore generale Fulvio Manno.
"L'Asl di Ragusa", scrive in una nota l'Azienda, "è collegata dai primi mesi del 2008 all'anagrafe tributaria del ministero delle Finanze - gestita dalla società pubblica di informatica Sogei, con cui effettua il raffronto dei dati ufficiali che dovrebbero essere aggiornati in tempo reale". "Non ritenendo soddisfacente questo raffronto", ha detto Manno in conferenza stampa, "si è eseguito un lavoro capillare presso le anagrafi dei 12 comuni iblei e il risultato è stato sorprendente". "Alla data del 20 ottobre sono risultati all'anagrafe tributaria della Sogei", sottolinea l'Ausl 7 nel comunicato, "vivi ben 961 deceduti di questa provincia e 583 cittadini deceduti non figurano nell'anagrafe tributaria per un totale di 1544 persone". "Ne consegue", conclude l'Ausl 7 facendo riferimento al recupero delle somme pregresse, "una anomalia dello 0,49% già corretta da questa azienda"

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