Sanità

Gli on. Drago e Ragusa: Sanità, serve eliminare i doppioni


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“Difendere lo status quo non ha senso. E non ha senso procedere in ordine sparso col rischio che il Piano di riordino sanitario ci piova dall’alto”.

Conferenza stampa stamani a Ragusa del deputato nazionale Udc Peppe Drago e del deputato regionale della Vela Orazio Ragusa per affrontare il tema del riordino dei servizi della rete ospedaliera in provincia di Ragusa alla luce dei tagli annunciati dal Piano Russo.

L’on. Orazio Ragusa: “La provincia iblea è già sottostimata, ha 2,5 posti letto per acuti per abitante, quando la media nazionale è di 3,5 posti letto per acuti. Secondo i parametri nazionali, insomma, dovremmo avere 1396 posti letto in provincia. Stando ai tagli, invece, rischiamo di restare con 836 posti letto.

L’ingiustizia di una tale scelta rileva ancor di più se si pensa che la Regione Siciliana, in virtù del proprio statuto, contribuisce per il 50% alla spesa sanitaria sul proprio territorio, mentre le altre regioni italiane concorrono con lo Stato solo al 25%”.

L’on. Ragusa ha chiesto che l’assessorato regionale alla sanità attivi la Rete dei Servizi Alternativa: riabilitazione, la lungodegenza, Rsa, che consentono di fare economia rispetto agli alti costi di gestione di un posto letto per acuti, e di drenare i cosiddetti “ricoveri impropri”.

L’on. Peppe Drago, ha esordito spiegando che “il piano Lombardo-Russo non tiene conto dei territori. La tutela dello status quo è perdente, occorre riqualificare i servizi e la spesa in ragione delle minori risorse economiche disponibili.

Stando così le cose, con i 195 posti letto da tagliare in provincia, l’ospedale di Comiso chiuderebbe e Scicli sarebbe destinato a diventare un presidio per la riabilitazione”.

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Drago e Ragusa chiedono ai manager delle due aziende sanitarie ragusane, Calogero Termini e Fulvio Manno, di pervenire a un’unica proposta, concertata, organica per evitare che sulla sanità iblea si abbatta la scure di una decisione calata dall’alto e che non terrebbe conto delle istanze del territorio.

L’Udc, ha spiegato l’on. Drago, non è pregiudizialmente contro l’accorpamento delle due aziende sanitarie iblee, se questo può eliminare sprechi e diseconomie.

Il partito teme piuttosto che il Piano Russo, così come delineato oggi, porti alla chiusura di un ospedale per acuti, Comiso, e alla trasformazione di Scicli in una struttura per lungodegenti.

“Su scala provinciale serve riarticolare la presenza ospedaliera, eliminando inutili doppioni, riconvertendo strutture esistenti e rendendole sinergiche fra loro. Siamo disposti all’accorpamento delle due aziende, non difendiamo lo status quo, ma chiediamo che i due manager si confrontino per addivenire a una proposta unitaria”, conclude l’on. Drago.

Domani pomeriggio, martedì 11 novembre, l’on. Ragusa ribadirà tale posizione in commissione sanità all’Ars, nel corso di una seduta di audizione dei manager delle Asl siciliane.