Scuola

Edicole votive, un progetto del Liceo Turistico Cataudella di Scicli

Il Progetto Edicole Votive “I Tribuneddi” è stato finanziato da U.S.R. Sicilia, Programma Nazionale Scuole Aperte per fornire ai giovani dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Q. Cataudella”, sezione Tecnica Turistica un approfondimento della cultura e della storia locale. L’obiettivo primario del progetto era la conoscenza e la salvaguardia di un patrimonio artistico culturale che rischia di scomparire.

Hanno partecipato al progetto otto alunni della 3° classe turistico sezione B.

Il progetto, coordinato dalla Professoressa R. Pacetto, si è avvalso dell’esperienza del Dott. Geol. R. Zaccaria e della collaborazione dell’Associazione Esplorambiente nelle persone della Prof.ssa M.V. Inì, del Prof. G. Russino, dell’ Arch. G. Carcarello e dell’Ing. C. Galesi.

I lavori hanno avuto inizio con la presentazione dei beni culturali e ambientali del Tardo Barocco a Scicli, con la storia e l’origine delle edicole votive nel contesto sociale e religioso, con il loro uso, funzione e collocazione nel territorio di Scicli. Si è proseguito con un incontro tecnico sul modo di eseguire un rilievo e con escursioni sul territorio per catalogare le edicole esistenti. Infine si sono avuti degli incontri a scuola per procedere alla restituzione grafica e fotografica, alla descrizione e alla mappatura globale di quanto precedentemente rilevato.

Le schede di rilevazione sono state rielaborate in digitale e raccolti in questo fascicolo.

Il progetto è stato svolto nei mesi di Aprile e Maggio in circa 20 ore di cui la metà nei locali scolastici e il resto per visite guidate nel territorio.

Rosario ZACCARIA

LA PAROLA AGLI STUDENTI

Noi, alunni della classe 3 TB dell’I.I.S.S. “Q. Cataudella” di Scicli, sezione tecnica per il turismo, abbiamo svolto nei mesi di Aprile e Maggio 2008 il censimento di parte delle edicole votive presenti nel centro urbano di Scicli.

Con l’attività prevista da questo progetto abbiamo acquisito conoscenze, competenze e capacità che si potranno rivelare importanti per il nostro futuro sbocco professionale.

Oltre al lavoro pomeridiano svolto in classe, abbiamo partecipato a delle escursioni nel centro abitato, durante le quali abbiamo avuto l’occasione non solo di vedere e catalogare le edicole votive, ma anche di scoprire angoli suggestivi, ma mai “guardati” dalla nostra città.

Abbiamo imparato a misurare, a fotografare e a descrivere questi manufatti architettonici anche dal punto di vista artistico, a restituire il rilievo graficamente in scala e ad elaborare le relative schede. Tutto ciò ha comportato un impegno non indifferente da parte nostra, ma anche un entusiasmo e una partecipazione notevole. Il progetto, quindi nella sua globalità, si è dimostrato molto interessante ed educativo per la conoscenza di aspetti “minori” del nostro patrimonio architettonico e culturale. 

 


LE EDICOLE VOTIVE

“Tribuneddi”- “Cone”

L’origine delle edicole votive, o sacre immagini, avviene nei primordi del Cristianesimo. La Madonna raffigurata su pietra o su legno, da S.Luca e da S.Matteo, che l’avevano conosciuta, era un’immagine vera, dolce o dolorosa a secondo del periodo della vita da essa vissuta. Le immagini sacre o ICONE oltre a riprodurre l’aspetto di una persona, comunicavano attraverso la composizione, le espressioni, il vestiario, il colore, un fatto e un messaggio importante. L’ICONOGRAFIA era varia e raffigurava Santa Maria della Pietà o Addolorata, la Madonna col Bambino, la Sacra Famiglia, il Crocifisso, il Risorto, l’Immacolata.

Le Icone venivano custodite nelle AEDICULAE o piccoli santuari, casa di Dio, tempietti, cappelle, vani, nicchie rettangolari o semicircolari, inserite nei muri interni o esterni di un fabbricato. Le edicole sacre si trovavano anche ai crocicchi delle antiche vie rurali, lungo le vie maestre e i percorsi delle processioni.

Nelle zone di campagna erano microstrutture a parallelepipedo, alte anche tre metri, con tetto spiovente o piatto, che accoglievano al loro interno e proteggevano immagini a tuttotondo, a bassorilievo o dipinti raffiguranti scene sacre, santi, ma soprattutto la Madonna o la Sacra Famiglia.

Le edicole nascevano per la volontà di privati cittadini che in tal modo, chiedevano l’intercessione e la protezione dei santi o come ex-voto per grazia ricevuta, e diventavano spesso delle piccole opere d’arte dei maestri scalpellini.

Con le loro decorazioni, gli adornamenti floreali, le grate in ferro battuto, le lucerne votive davano una nota di folklore e di pittoresco alla vita cittadina.

Le edicole avevano un valore non solo come luoghi sacri, ma come veri e propri punti di incontro con i vicini, posti pubblici di adorazione divina, stazioni sempre aperte e libere, esposte notte e giorno ai devoti cristiani, che esprimevano i sentimenti, i desideri, le speranze e la nobiltà del popolo.

Nel nostro territorio le edicole erano presenti sia nel periodo medievale che in quello rinascimentale, ma si ebbe una proliferazione delle stesse in occasione della peste che colpì la Contea di Modica alla fine del XVII secolo e che provocò numerose vittime.

Il clero e il popolo, nella speranza di contrastare il morbo, portavano sempre più frequentemente in processione per le vie delle città immagini sacre, implorando la loro protezione. Il ridimensionamento del fenomeno peste portò i fedeli a credere nel potere taumaturgico delle immagini sacre. Nel 1713, sotto la guida dei padri Gesuiti, e con la scusa della ricostruzione post- terremoto, venne promossa la costruzione di numerose edicole sia in città che in campagna.

Lungo le strade che collegano Scicli con Sampieri, Cava D’Aliga, Donnalucata, Milizie, Croce, Modica, Ispica, è un continuo incontrare di questi monumenti che custodiscono o custodivano immagini sacre. Essi hanno una rilevanza storica, civile, artistica e religiosa e da sempre hanno offerto al viandante un momento di verità e serenità. Comunicavano un messaggio semplice e salvificante a chi una volta percorreva quelle strade a piedi o su un carretto e a chi oggi li guarda dall’alto di un autocarro o dal sedile di una macchina.

EDICOLE VOTIVE NEL TERRITORIO DI SCICLI

Le edicole erano disposte a Scicli, prevalentemente lungo le vie maestre, (Via Maestra S. Giuseppe, la Maestranza Vecchia), che conducevano alle valli di Santa Maria della Pietà, ora Santa Maria la Nova, e di San Bartolomeo, e che anticamente collegavano l’abitato al Colle San Matteo (Via Matrice).

Nel Seicento e in specie nel Settecento dopo il terremoto e la ricostruzione, le edicole e le loro sacre icone furono numerose, la sera, con le loro lucerne ad olio accese, servivano al cittadino per avere luce e rischiarare il cammino, ma soprattutto per dare conforto e consolazione. Infondevano coraggio, libertà dalla paura, davano forza e a volte ricchezza, poiché in esse, briganti depositavano il loro bottino, o miracolati vi depositavano oggetti preziosi, ex-voto, per grazia ricevuta.

Questi piccoli monumenti religiosi richiamavano alla mente la caducità delle cose terrene e indirizzavano il pensiero umano al divino Creatore.

Testimoni di un’arte popolare e di una cultura religiosa, devono ora essere protette, restaurate e salvaguardate da un imminente rovina.

Le edicole sono un patrimonio pubblico italiano rappresentativo di valori e sentimenti universali e possono costituire il percorso simbolo di una cultura della pace.

Ancora oggi, nel 2008, durante la Settimana Santa, innanzi alle “Tribunedde”, il popolo devoto in processione canta, gli inni sacri detti “Lamientu ri santa Maria la Nova” e “Lamientu ri San Bartolomeo”, mentre l’8 e il 15 dicembre per l’Immacolata, le tradizionali “Canzoncine”. Il tutto in notturna.
 

EDICOLE SACRE A SCICLI

Quartiere Santa Maria la Nova
Edicola di Via Dolomiti, angolo Via Monte Cencio. Priva di icona.
Edicola di Via Dolomiti, angolo Via San Gottardo con dipinto del Colle San Matteo.
U Signuruzzu con le mani legate - Via Santa Maria la Nova. L’icona si implorava nei periodi di siccità “ Signuruzzu, chiuviti chiuviti, ca i lavuri su muorti ri siti, e mannatila sempri bona, senza lampi e senza trona”.
Immacolata - Via Santa Maria la Nova. Statuetta in gesso.
Pietà - Via Santa Maria la Nova. Gruppo di statuette.

Quartiere Rosario
San Domenico - Via Regaldi. Scultura in pietra arenaria rappresentante il santo con in mano un libro e il rosario.

Quartiere Carcere
Pietà - Via Carcere. Gruppo di statuette.

Quartiere San Nicolò
Sacro Cuore - Via San Nicolò. Statuetta.
Cristo in croce - Via Monti. Crocifisso.

Quartiere Carmine
Pietà - Via Caneva. Statua davanti ad una croce in gesso.
Addolorata - Via Caneva. Quadro.

Quartiere Stradanuova
Pietà - Via Larga Palme. Quadro.
Edicola in Corso Umberto I°. Priva di icona.
Pietà - Corso Umberto I°. Gruppo di statuette.
Deposizione - Via Canonico Meli. Affresco.

Zona Largo Gramsci
Immacolata - Corso Umberto I°. Statuetta.
Sacro Cuore - Via Tagliamento. Statuetta.
Immacolata - Corso Umberto I°. Statuetta

Quartiere Fatima
Madonna - Via Bixio. Statuetta.
Cristo Risorto, Gioia - Via Bixio. Statuetta.

Quartiere San Giuseppe
Madonna del Carmelo - Via Stazzonai. Statuetta.
Madonna di Fatima - Via San Giuseppe. Statuetta.
Madonna di Fatima - Via Capri. Statuetta.
Cristo Risorto, Gioia - Via San Giuseppe. Statuetta
Immacolata - Via San Giuseppe. Foto.
Cristo in Croce - Via San Giuseppe. Crocifisso.
Monumentale edicola barocca sita nell’attuale Via Peralta ex via maestra San Giuseppe, con all’interno un bassorilievo a più figure intorno ad un ostensorio. Priva dell’icona principale.

Quartiere San Bartolomeo
Immacolata - Via Pacetto. Statuetta.
Sacra famiglia - Via San Bartolomeo. Bassorilievo.
Pietà - Via Guadagna. Statuetta.

Quartiere Maestranza
Madonna col Bambino (della Catena)- altorilievo in pietra calcarea, sita in Via Maestranza Vecchia, (ora Duca D’Abruzzi) su parete di un edificio di fronte al palazzo Beneventano e alla Via Matrice.
Pietà - Via Matrice- Gruppo di statuette.

Quartiere del Gesù
Madonna col Bambino e gli Angeli - altorilievo in pietra calcarea sita in Via Lume nei pressi dell’ufficio postale.
 

Quartiere San Giovanni
Pietà - Via Ticino. Gruppo di statuette.

Via Gangia
Pietà. Gruppo di statuette.

Via Fiumillo
San Guglielmo. Bassorilievo.
 

Maria Vittoria INì


PRESIDE:

                     Prof. IGNAZIO INCLIMONA

COORDINATRICE:

                     Prof.ssa ROSA PACETTO

ESPERTO ESTERNO:

                     Dott. ROSARIO ZACCARIA (Esplorambiente)

ALTRI ESPERTI:

                     Prof.ssa MARIA VITTORIA INI’ (Esplorambiente)

                     Arch. G. CARCARELLO (Esplorambiente)

                     Prof. GUGLIELMO RUSSINO (Esplorambiente)

                     Ing. C. GALESI (Esplorambiente)

GLI ALUNNI DELLA CLASSE III TB:

                     GLORIA APRILE

                     VERONICA CANDIANO

                     DESIRè FIDONE

                     PAOLA GALESI

                     CARMELO MIRABELLA

                     MARCIN PIOTR OSTROWSKY

                     NANCY PELLEGRINO

                     FEDERICA PISANA

HANNO COLLABORATO:

                     Prof.ssa GIOVANNA MUSSO

                     Arch. NICANTRO PRETE

                     Dott.ssa BARBARA PALAZZOLO

                     Sig.ra SANDRA ZAMMITTI

Gli alunni

                     VANESSA ALì

                     ANDREA ARRABITO

                     ANGELO AUGUGLIARO

                     FIORENZO BASILE

                     CARMEN CUDDEMI

                     FILIPPO DI GIORGIO

                     MARTINA DILIGENTE

                     SIMONE GAROFALO

                     GIULIA GAZZE’

                     ENRICO SAMMITO

                     GIUSEPPE SCIFO

                     CARLA SPANO’

                     EVA SPERANZA

                     ERICA TROVATO

                     SARA VENTURA

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