Sanità Sanità

La Regione sospende i fondi sulla medicazioni ai terminali

Il 18 dicembre scorso l'assessore regionale per la Sanità ha emanato un decreto che revoca la possibilità di concedere ai malati allettati, affetti da patologie gravi, terminali, i presidi necessari per la cura delle piaghe da decubito e per l'integrazione alla nutrizione. Il provvedimento ha validità sino al recepimento da parte della regione dei nuovi livelli essenziali di assistenza nazionali. Tale decreto, del quale si aspetta la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della regione Siciliana, vieta alle Asl la fornitura dei materiali necessari alle medicazioni delle piaghe da decubito ed alla prevenzione del loro aggravarsi ed impedisce alle stesse Asl di fornire ai pazienti terminali, per lo più neoplastici, i cosiddetti integratori, che spesso per tali pazienti rappresentano la principale fonte calorica per via della gravissima inappetenza che le malattie o le complicanze delle terapie determinano. "La sanità siciliana deve essere riformata, ha un deficit di circa ottocentocinquanta milioni di euro, è fatta oggetto di studi e di proposte politiche, anche contrapposte dall'interno della stessa maggioranza di centrodestra", commenta il consigliere provinciale Alessandro Tumino, "ma nessuno poteva pensare che volesse cominciare così profondamente ad incidere sul diritto alla salute dei siciliani e tanto meno si poteva mai pensare che tutto ciò potesse principiare, tra tutti i malati, colpendo proprio i più deboli: gli allettati ed i terminali. E così, mentre si discute su come razionalizzare la rete ospedaliera, mentre si valutano le scelte sul numero dei manager da impiegare, probabilmente facendo pesare su tali scelte anche logiche spartitorie, si attacca seriamente il diritto alle cure e si limita ancor più l'assistenza territoriale", scrive Tumino in una nota. "La vera terapia per l'insostenibile servizio sanitario regionale, che ha nella centralità dell'ospedale la sua più grave patologia, deve essere curata partendo dal destinare diversamente i fondi ad essa assegnati. Lo scorso anno il capitolo di spesa riguardante la concessione dei presidi necessari per le cura delle piaghe da decubito e per gli integratori alimentari per i terminali ha rappresentato una spesa di circa venticinque milioni di Euro", sottolinea il consigliere Tumino. "Per coprire un deficit da ottocentocinquanta milioni di Euro da dove comincia a risparmiare il Governo di centrodestra? Ma è logico: dagli allettati, da coloro che hanno le piaghe e dai terminali, per i quali o le famiglie siciliane si faranno carico anche di queste spese per i loro cari o, anziché ricorrere all'assistenza domiciliare integrata, non potranno che guardare al ricovero ospedaliero, ipertrofizzando ancor più la spesa. Nella nostra Asl", spiega Tumino, "mediamente vengono seguiti con l'assistenza domiciliare integrata circa 700 pazienti in linea, cioè ricoverati a domicilio, presso cui si reca il personale convenzionato; di tali pazienti, oltre l'80% è affetto da piaghe da decubito e necessita di quei presidi che ora la Regione non concederà più", conclude il consigliere Tumino. "L'assistenza domiciliare e territoriale, il vero fulcro del sistema sanitario pubblico, viene ad essere colpito a morte, forse è proprio questo che i nostri governanti si augurano".

Telenova

https://www.ragusanews.com//immagini_banner/1523353389-3-cappello.gif