Sanità Riordino sanitario

L'on. Leontini spiega la sua legge sulla sanità

Palermo - "La forza della nostra proposta è quella di rafforzare la presenza sul territorio offrendo servizi sanitari riqualificati. Per farlo abbiamo deciso di scorporare tutto, nel senso che le Ausl non dovranno più fare ospedale che toccherà invece alle aziende ospedaliere. Pensiamo ad esempio all’eliminazione dei duplicati e ad una razionalizzazione delle spese, preso atto che un paziente costa 1200 euro al giorno al nostro sistema sanitario Sarà una riforma dedicata alla corretta riorganizzazione della sanità sulla base del progetto di legge presentato dal Pdl e che ha già incassato i voti dell’Udc".
Questo è quanto ha detto dall’On Leontini;  non sono mancate le accuse all’assessore Russo che si sarebbe tirato indietro rispetto ad un accordo raggiunto. Poi Leontini ha parlato degli aspetti locali della riforma santiaria con la salvaguardia di tutti gli ospedali iblei che saranno comunque rimodulati. Sulla riforma definitiva della sanita’ si andrà verso il confronto in aula, al parlamento siciliano, domani. Per il PDL le Asl e agli ospedali saranno in concorrenza virtuosa e sana, eliminando i ricoveri impropri. In particolare il disegno di legge salva i piccoli ospedali che non possono perdere la competenza per la cura e l’assistenza dei pazienti acuti. E’ stata mantenuta la previsione dei pronto soccorso. Non si possono più chiudere. Non ci potranno passare più di sopra”.
Leontini ha detto che a livello regionale si sta pensando anche al piano di rientro con quattro priorità, come il 118, la riduzione del contenzioso con i convenzionati esterni, la riorganizzazione ospedaliera e il ripristino delle funzioni dell’Assessorato regionale alla sanità. Il parlamentare ha risposto anche alle dichiarazioni recenti di Miccichè che l’aveva invitato ad adeguarsi alla linea del Governo oppure a dimettersi da capogruppo. Di rimando Leontini ha ribadito che si dimetterà quando lo farà Miccichè che continua a criticare aspramente il ministro Tremonti. Poi l’invito al confronto in aula, all’Ars, per poter “dare alla Sicilia una riforma sanitaria che sia davvero vicina alla gente”.

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