Sanità Riforma sanitaria

Ospedali: Ragusa (con Vittoria e Comiso) e Modica (con Scicli)

Ragusa - La riforma sanitaria consentirà di traguardare in provincia fondamentali obiettivi: non solo il mantenimento di tutti i presidi ospedalieri e quasi certamente dei posti letto, ma soprattutto l'istituzione dell'«unità periferica di coordinamento» del "118" (una vera e propria conquista storica) e la stabilizzazione e potenziamento del Registro tumori. Senza contare, ma questo rientra nell'ambito più complessivo della riforma, che i presidi di Ragusa 1 (il Civile e l'Ompa del capoluogo, il Guzzardi di Vittoria e il Regina Margherita di Comiso) e di Ragusa 2 (il Maggiore di Modica ed il Busacca di Scicli) avranno tutti pari dignità.
Erano raggianti, ieri mattina, il capogruppo all'Ars del Pdl, Innocenzo Leontini, e il deputato regionale dell'Udc, Orazio Ragusa, che hanno organizzato un briefing congiunto con i giornalisti per illustrare le ultime novità del disegno di legge sulla riforma sanitaria (in particolare, l'abbandono dell'ipotesi della filiera e degli ospedali capifila, ormai surclassata dall'istituzione dei distretti omogenei e funzionali), ma soprattutto gli storici traguardi centrati, per l'appunto, dalla provincia iblea. Frutto di confronti durati mesi, spesso assai accesi, sicuramente estenuanti, che hanno visto protagonisti i due parlamentari regionali e che hanno indotto l'on. Ragusa ad un'appassionata enfatizzazione dell'opera svolta a difesa del territorio da tutta la deputazione iblea, a volte costretta alla corda da delegazioni parlamentari di altre province ben più "robuste".
Proprio al deputato di Scicli è toccato spiegare il nuovo "organigramma" della sanità provinciale, incentrata sull'istituzione dell'Azienda sanitaria provinciale (ce ne saranno 17 nell'isola a fronte delle precedenti 27 Ausl) con compiti precipui di programmazione e pianificazione, oltre che di guida della medicina territoriale, nonché dei due distretti, al cui interno tutti gli ospedali avranno pari dignità. Poi l'annuncio della agognata conquista dell'attivazione in loco del 118 e l'augurio che anche gli altri deputati iblei avallino il nuovo testo di riforma.
È toccato a Innocenzo Leontnini addentrarsi nei dettagli: «Per il "118" – ha sostenuto – si tratta della piena applicazione dell'attuale convenzione, con l'unità periferica di Ragusa, per di più, ora contemplata dalla legge. L'unità periferica del capoluogo, che coordinerà gli interventi anche nella provincia aretusea, avrà autonomia funzionale e di scelta. Non si tratta solo di facilitare l'individuazione dell'ambulanza più vicina e di come raggiungere la contrada ove insiste l'emergenza, ma anche di indicare il presidio più attrezzato. Ben si arguisce la rilevanza di tale innovazione!».
Quanto al nuovo disegno di legge che da martedì andrà in aula per l'approvazione definitiva dell'Ars, Leontini ha detto: «È il frutto della più equilibrata mediazione tra le due contrapposte ipotesi della separatezza, da me sostenuta, e della centralizzazione di cui è paladino l'assessore Russo. Ma anche della "qualità" voluta dal sottoscritto e della "quantità" di Russo. Si riducono le aziende, ma si separano nettamente gli ospedali dal territorio, mentre i due coordinatori sanitario ed amministrativo che saranno a capo di ogni distretto non comporteranno spese aggiuntive, trattandosi già di dipendenti pubblici. Nel distretto gli ospedali saranno intergrati in maniera omogenea e funzionale ed opportunamente valorizzati. Dunque, nessuna chiusura dei piccoli nosocomi, ma neanche reparti doppioni. Al direttore generale dell'Asp pertengono la programmazione e la pianificazione, ma ciascun distretto avrà la sua autonomia deliberativa e gestionale. La legge disciplina gli interventi di valorizzazione e potenziamento degli ospedali. Domani penseremo alla definitiva ripartizione dei posti letto, con Ragusa che merita la minore percentuale di riduzione per non aver mai sforato i budget. Da definire ancora le convenzioni con le case di cura e la problematica della convenzionata esterna, così come il regime transitorio dei manager. Una cosa è certa: con questa riforma si debella la "malattia" cronica della sanità siciliana, ossia l'"ospedalizzazione selvaggia" che ha portato la spesa ogni oltre limite, attraverso la valorizzazione e rifunzionalizzazione dei nosocomi ed il potenziamento della medicina territoriale».

Giorgio Antonelli
Gazzettadelsud

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