Sanità Gli OSS della Rsa del Busacca

Protestano, ma non hanno ragione

Scicli - Si sono incatenati platealmente. Alcuni Operatori Socio Sanitari della Rsa di Scicli hanno avviato la protesta davanti ai cancelli del Busacca per iniziativa della segreteria provinciale della Fials.
Dicono di essere in pochi: dieci lavoratori su tre turni per trenta  pazienti. E che i turni sono pesanti. Tutti provenienti dall’agrigentino, i lavoratori chiedono di essere affiancati da rinforzi.
Gli OSS sono lavoratori a sostegno dell'attività infermieristica. Sostengono di essere in pochi e costretti a turni stressanti. In ogni caso, a partire dal primo settembre, saranno affiancati da sette unità che si aggiungeranno alle dieci già in servizio.
Secondo un decreto della Regione, risalente al 29 ottobre 1999, un modulo di 40 posti letto prevede 14 OSS e presso quella del Busacca tale standard funzionale e strutturale (trenta posti letto e 10 OSS), al momento,  rispetta le disposizioni legislative.
L’Ausl 7 è stata sinora irremovibile nei confronti dei promotori della protesta. In un duro documento a firma del manager, Fulvio Manno, è stato rilevato come vi sia un’alta incidenza di malattia tra questi lavoratori, costretti a frequenti certificati medici.
“L’evidente rilevante frequenza del ricorso alle assenze per malattia da parte degli OSS del modulo anziani è più accentuata negli operatori che, sistematicamente, alla fine del turno giornaliero (o dei tre/quattro turni ogni 5/6 giorni), si sobbarcano dell’onere psico-fisico di un viaggio in auto di circa due ore e mezzo, con andata e successivo ritorno –replica L’Ausl-. Si evidenzia inoltre che buona parte delle patologie accusate si riferisce a malattie dell’apparato osteo-articolare, connesse alla movimentazione di pazienti. Eppure la RSA di Scicli è una struttura dotata di moderni e diversi mezzi di sollevamento meccanici ed elettrici per prevenire gli infortuni, tutti tenuti in costante efficienza, come costatato anche di recente dal Medico Competente. A quanto sopra si aggiunga che è stato verificato, e si riporta il fatto quale semplice constatazione, come detti infortuni avvengano spesso senza la presenza di alcun testimone e che le prognosi di malattia fatte dal medico di pronto soccorso dell’ospedale di Scicli, dopo accertamenti specialistici e analisi di laboratorio, vengano sistematicamente smentite, in senso favorevole al dipendente, dagli altri Enti preposti all’accertamento, tutti del luogo di residenza del predetto personale, che concedono periodi di astensione ripetuti e molto più lunghi”.

 

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