Sanità L’on. Orazio Ragusa mette le mani avanti

Il Busacca di Scicli non si tocca!

Scicli - Stima per il nuovo direttore generale Gilotta ma tanta preoccupazione per il futuro dei piccoli ospedali. In sintesi è il pensiero dell’on. Orazio Ragusa – rispetto ai problemi della sanità iblea.
“Manca la memoria storica” – commenta il deputato dell’Udc – “Tra i vertici della nuova Asp non è stato inserito nessuno di quelli che avevano operato prima e dunque il rischio è che alcune scelte oramai chiare, come il mantenimento degli ospedali di Scicli e Comiso, potrebbe essere messo in discussione.”. Nessuno pensi che, giustificando una razionalizzazione dei costi, si possa scegliere di “rottamare” qualche ospedale. Per rottamazione intendo anche la semplice perdita di ulteriori posti letto, neanche se “giustificati” da eventuali altri servizi di “seconda categoria”. Ho sentito voci di corridoio che, per ora sottovoce, lasciano intendere: «Non chiuderemo i piccoli ospedali: li trasformeremo». “Tutto questo ora mi preoccupa, perché penso che è un modo elegante per pensare di trasformare alcuni ospedali in ambulatori”.
“Sono certo che, entro poche settimane, queste rimarranno solo “voci” e che, invece, arrivino progetti rassicuranti sul Busacca di Scicli e sull’ospedale di Comiso, che possono contare su personale preparato, prova ne è che, negli stessi, non è mai stato riscontrato alcun caso di malasanità.”. Anche perché – aggiunge Orazio Ragusa -  «Non è chiudendo i piccoli ospedali che si risolvono i problemi della sanità. Al contrario ogni misura di “tagli” su queste realtà determinerebbe un impatto sociale devastante e non farebbe altro che causare una drastica diminuzione dell’offerta socio-sanitaria lì dove ce n’è più bisogno per l’elevata percentuale di popolazione anziana» - spiega Orazio Ragusa , che aggiunge: «Occorre, al contrario, assegnare ai piccoli ospedali un ruolo ben specifico nel complesso panorama sanitario provinciale, valorizzandone le eccellenze, facendoli diventare una preziosa risorsa per tutti gli utenti». «Razionalizzare la spesa sanitaria è una grande sfida oltre che una necessità» – conclude Ragusa – «Recuperare risorse lo è altrettanto, ma dobbiamo stare attenti a non generalizzare e, soprattutto, ad individuare i centri di spesa presso cui si annidano i veri sprechi del sistema sanitario.».

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