Sanità Scicli

Ospedale Busacca, il grido d'allarme dell'on. Ragusa

Scicli - “Questo territorio virtuoso non pagherà gli errori di chi, a Palermo, ha scelto di tagliare altri 107 posti letto in Provincia”. E’ il grido lanciato dall’on. Orazio Ragusa, nel corso dell’incontro dibattito realizzato a Scicli per discutere del futuro dell’ospedale Busacca. 
“La difesa dell'ospedale passa attraverso la compattezza della società civile e l'azione, decisa, dell’intera classe politica, senza distinzione di schieramento. Su questi temi non può esserci alcuna divisione strumentale”. E’ questo, in sintesi, il pensiero dell’on. Orazio Ragusa, che si ritiene soddisfatto dell’incontro di ieri, che ha registrato un’importante partecipazione.
Chi ha emanato il decreto n. 1150/09 del 15/06/2009, che colpirà “pesantemente” l’offerta sanitaria iblea, tagliando ulteriori 107 posti letto: 53 dei quali ordinari e 54 di “Day hospital, avrà di sicuro un ospedale sotto casa propria e non ha la minima idea di cosa voglia dire vivere in una comunità priva di adeguata assistenza sanitaria. Quando a prevalere è la logica dei numeri i risultati possono essere devastanti.
Come faranno adesso i nuovi manager della sanità iblea a mettere in pratica i contenuti di queste disposizioni? L’applicazione rigida di questo decreto finirà necessariamente per penalizzare pesantemente i piccoli ospedali. Rispetto a questo tema chi ha responsabilità politiche non può stare a guardare, ma ha il dovere di intervenire.
 
Tre sono le soluzioni da perseguire:
1)     Portare avanti il disegno di legge che ho presentato, assieme ad altri trentatre deputati, per salvaguardare i piccoli ospedali coniugando le esigenze degli acuti con quelle dei lungodegenti.
2)     Chiedere la revisione del decreto assessoriale che prevede i tagli.
3)     Rivedere l’intera distribuzione di posti letto a livello provinciale salvaguardando i piccoli ospedali.
 
L' ospedale Busacca deve continuare a operare nel pieno delle sue funzioni. Qualsiasi ipotesi di semplice ridimensionamento creerà danni all’intera sanità iblea. E’ facile immaginare cosa accadrebbe, per esempio, al vicino ospedale Maggiore di Modica se si attuasse un forte ridimensionamento dei servizi offerti al Busacca, anche in considerazione del rischio che corre l’ospedale di Avola che, in caso di perdita di posti letto, costringerebbe quella popolazione a rivolgersi anche alla struttura modicana. Stesso discorso per Comiso e Vittoria. La “migrazione” dei pazienti sarebbe inevitabile e il livello dei servizi offerti diverrebbe necessariamente compromesso. “Per difendere queste posizioni sono pronto a tutto anche perché penso che questi tagli colpiranno soprattutto le persone più deboli, in un momento di generale crisi economica”.

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