Sanità Comiso

In duemila contro la chiusura degli ospedali di Comiso e Scicli

Comiso - Oltre duemila persone hanno partecipato ieri mattina al corteo di protesta a difesa del «Regina Margherita». Dalla manifestazione di ieri è venuto un no corale e deciso al progetto portato avanti dai vertici dell'Asp 7, che vorrebbero il ridimensionamento del presidio ospedaliero di Comiso e il trasferimento a Vittoria dei reparti per acuti.


Il corteo, con in testa i gonfaloni di Comiso e Scicli, è partito da piazza Fonte Diana e ha raggiunto l'ospedale nella parte opposta della città. In testa il sindaco Giuseppe Alfano, il vicesindaco di Scicli Teo Gentile, i deputati regionali Giuseppe Digiacomo, Orazio Ragusa e Carmelo Incardona, il presidente del consiglio provinciale Giovanni Occhipinti, diversi consiglieri comunali e membri della giunta.


Erano presenti, inoltre, associazioni culturali, partiti politici, comunità parrocchiali, sindacati, e tanti studenti. Al termine del corteo, l'atteso comizio bipartisan del sindaco Alfano e dell'ononorevole Digiacomo, che hanno ribadito i punti salienti della proposta di riorganizzazione approvata all'unanimità dal consiglio comunale l'altro ieri. Si chiede il mantenimento del pronto soccorso 24 ore su 24, della Chirurgia programmata, degli attuali posti letto di Medicina e Riabilitazione e l'attivazione delle unità operative di Pediatria e Pneumologia, oltre ai servizi di Radiologia, Analisi, Anestesia e Farmacia.


Alfano ha annunciato di aver potuto finalmente parlare con il direttore generale dell'Asp Ettore Gilotta, che lo ha chiamato al telefono dopo la dura presa di posizione espressa dal consiglio comunale. «Gilotta – ha riferito Alfano – mi ha annunciato che a Comiso arriverà molto presto una nuova Tac e che vi sarà allocata una specialistica unica in provincia. Prendiamo atto della nuova volontà di dialogo del direttore generale. Ma se alle parole non seguiranno fatti concreti siamo pronti a forme di mobilitazione più incisive, come l'occupazione degli uffici di Ragusa dell'Asp».


Dal canto suo, l'assessore sciclitano Gentile ha definito «assurda» la progettata chiusura del «Busacca», dopo che vi sono stati spesi quindici milioni di euro. L'on. Digiacomo ha invece ribadito che «senza i piccoli ospedali la sanità siciliana colerebbe a picco. È paradossale – ha aggiunto – che si voglia chiudere il Pronto soccorso di Comiso, mentre quello di Vittoria scoppia e non riesce a fronteggiare le emergenze, come dimostrano le cronache di questi giorni».


Il parlamentare regionale del Pd ha poi rivolto un appello al sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, perché nella conferenza regionale dei sindaci si batta per gli interessi non solo di Ragusa, ma anche degli altri centri della provincia. Un invito a uscire dalle logiche campanilistiche ed a trovare invece una sintesi tra le diverse esigenze che il territorio ibleo esprime, cercando di riservare il meglio possibile alla sanità ed ai bisogni dei cittadini iblei.

Secondo Digiacomo, la sola difesa dei singoli nosocomi non aiuta a vincere la battaglia per una sanità migliore, adeguata alle esigenze dei cittadini

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