Sanità Tagli alla sanità

Piano di riorganizzazione ospedaliera, l'on. Ammatuna chiede un mese

Ragusa - Il 31 dicembre prossimo rappresenta il termine ultimo per la presentazione, da parte del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, del Piano programmatico di riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale della provincia di Ragusa.

Occorre fare autocritica su questo argomento, a cominciare dal sottoscritto, registrando l’inevitabile fallimento dell’intera classe dirigente provinciale, che ha abdicato l’intento di difendere i posti letto ospedalieri per acuti a fronte di una proposta, basata su un errore tecnico, di ridimensionamento degli stessi.

Il ricalcolo dei ricoveri avrebbe dovuto portare ad una ridefinizione dei tagli perché altrimenti, rimanendo invariata la situazione, la provincia di Ragusa si troverebbe ad avere soltanto il 2,3 per mille di posti letto per acuti per abitante, a fronte del 3 per mille della media nazionale e del 4 per mille della provincia di Messina.

E’ mancata, invece, da parte dei rappresentanti del territorio, una capacità di proposta, carenza imputabile da una parte all’appartenenza campanilistica e dall’altra all’influenza negativa che ha giocato su alcune scelte la politica. Non c’è contemporaneità fra tagli e potenziamenti: la riduzione di  posti letto ospedalieri per acuti avverrà nell’immediato, mentre per il potenziamento dei posti letto di lungodegenza e riabilitazione occorrerà aspettarne l’attivazione.

In questo modo prevarrà la logica dei tagli adottata con criteri ragionieristici e su queste scelte non è esente da colpe nemmeno la classe politica. Pur non volendo entrare nel merito del Piano di riordino, non posso esimermi di sottolinearne un aspetto, solo a titolo di esempio: i Pronto Soccorso dei nosocomi di Scicli e Comiso sono stati sostituiti con i PTE, ma quando il medico sarà assente dalla postazione per assolvere a compiti esterni chi assisterà i pazienti acuti ricoverati? Il Piano, inoltre, prevede un potenziamento delle strutture sanitarie del territorio, con un necessario aumento delle risorse finanziarie. Questo quando avverrà? E le risorse sono immediatamente disponibili?

Senza dati epidemiologici ed in pieno periodo festivo non è possibile redigere un piano attentamente ponderato che tenga conto di ciò che realmente interessa i cittadini: la qualità dei livelli essenziali di assistenza. La mia proposta quindi, per cercare di apportare qualche aggiustamento, è quella di spostare di almeno un mese la presentazione, da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale, del Piano di riordino della rete ospedaliera e territoriale, per far si che si riesca ad approntare una offerta sanitaria capace di venire incontro alle esigenze dei cittadini. Tutto ciò nella speranza che questa volta la classe politica, sociale e civile della provincia, così come avvenuto in altre occasioni, sappia trovare una sintesi virtuosa nell’esclusivo interesse della popolazione iblea”. 

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