Sanità J'accuse nei confronti dei politici

Il papà di Sara Di Natale: Le vergogne della sanità in Sicilia

Raccolte 20 mila firme per chiedere la nascita di un Centro per Gravi

Ragusa - Un duro "j'accuse" nei confronti della sanità siciliana e alla deputazione regionale e nazionale degli ultimi anni viene lanciato da Luciano Dinatale. Il padre di Sara, la ragazza che, dopo aver mangiato della carne contenente una quantità elevatissima di solfiti, è in stato vegetativo, da qualche anno si batte per chiedere strutture e sostegno per questo tipo di pazienti. Luciano Dinatale, insieme all'associazione "Pro Diritti H", ha raccolto 20.000 firme per "spronare" politici e dirigenti della Sanità, ma a distanza di quasi due anni nulla è stato fatto. "Abbiamo un sistema sanitario - scrive - che vede più personale negli uffici che nelle corsie ospedaliere e negli ospedali della provincia abbiamo tanti reparti doppioni con altrettanti primari amici e fedeli portatori di favori ai potenti signori della sanità. Questo sistema, oltre a favorire sprechi non è stato capace di creare reparti importanti per curare ed accogliere persone gravi e gravissime come quelle tracheotomizzate (in stato vegetativo, SLA, ictus). Nelle RSA non possono essere accettate per mancanza di personale infermieristico e tanti ragusani gravi, se vogliono tornare a Ragusa dai centri di riabilitazione o dalle rianimazioni di altre province, devono correre il rischio di farsi assistere a casa 24 ore su 24 da congiunti che non sono né medici né infermieri". Dinatale continua: "A Ragusa basterebbe aprire dei centri per gravi con un congruo numero di infermieri e personale competente per risolvere il problema. Anche per questo si sono raccolte 20000 firme in provincia, ma ancora non si vedono segnali. Eppure, in seguito ad accordi con il manager dell'Asl 7, lo scorso anno, era prevista l'inaugurazione, entro il mese di giugno del 2009, di un centro per gravi presso l'ex ospedale G. B. Hodierna. Io denuncio alle autorità sanitarie e politiche la mancanza dei suddetti centri da quasi quattro anni, da quando cioè sono rientrato con mia figlia, in stato vegetativo, da un centro di riabilitazione della civilissima Emilia Romagna. Ma i tempi della politica sono orribilmente diversi da quelli dei malati e mi chiedo se si devono raccogliere ancora firme oppure fare le barricate per svegliare le coscienze dei signori della sanità".

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