Scuola Teatro Italia Scicli

Lucia Sardo è la madre dei ragazzi

Iniziativa dell'istituto Cataudella e della prof. Tomasello

Scicli - Nell’ambito del progetto “Educazione alla legalità”, e all’interno dell’Assemblea d’Istituto del mese di marzo, lunedì 29 marzo 2010 la scuola ha organizzato una giornata dedicata al tema “Mafia e legalità”, scandita in due momenti distinti, destinati a gruppi diversi di alunni: una rappresentazione teatrale al teatro Italia dal titolo “La madre dei ragazzi”, tratto dal film “I cento passi”, sulla vita di Peppino Impastato, e un dibattito e successiva visione di un film sul tema, nei locali dell’Istituto.

Lo spettacolo teatrale, che vede come autrice e protagonista l’attrice Lucia Sardo, sarà messo in scena al Teatro Italia, con il patrocinio del Comune di Scicli, a partire dalle ore 10:00.

Si tratta di un ulteriore tappa di un percorso di impegno civile che ha visto impegnati da protagonisti gli studenti del “Q. Cataudella”, e i loro docenti, a partire dal mese di settembre su questioni di vitale importanza per la vita della comunità in cui vivono: difesa della legalità, rispetto delle regole, immigrazione, libertà di informazione, tutela dei diritti civili. Compagni di viaggio di questo percorso sono stati autorevoli rappresentanti delle Istituzioni e della Società civile, a partire da "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" di Don Luigi Ciotti.

           

Dal grande schermo, dove la impersonava ricoprendone il ruolo nel film 'I Cento Passi' di Marco Tullio Giordana, l'attrice ed autrice Lucia Sardo sposta adesso in teatro il racconto dedicato alla straordinaria vicenda di Felicia Impastato, morta a Cinisi (Palermo) nel dicembre del 2004 all'età di 88 anni.
"Metto in scena - sottolinea Lucia Sardo – la sua lotta alla mafia omicida, combattuta nell'indifferenza dei suoi concittadini e nell'assoluto isolamento al quale fu relegata dalla coraggiosa scelta di denuncia e di contrasto, forte e diretto, contro chi, grazie a lei, fu riconosciuto dagli inquirenti colpevole dell' assassinio di suo figlio Peppino".
Una lotta durata circa 24 anni (la sentenza definitiva della Corte d'Appello di Palermo è dell'aprile del 2002), tutti spesi dalla donna tra denunce, dichiarazioni e testimonianze, senza cedere alle minacce, alla paura, alla solitudine. 24 anni per assicurare alla giustizia i colpevoli della morte del figlio, primo fra tutti il boss Tano Badalamenti, condannato per questo all'ergastolo. "Finalmente quell'assassino paga la sua colpa - così Felicia Bartolotta in Impastato, commentava nel 2002 la condanna di Tano Badalamenti - "Non ho mai provato sentimenti di vendetta, mi sono sempre limitata a invocare giustizia per la morte di mio figlio. Confesso che, dopo tanti anni di attesa, avevo perso la fiducia, ma ora provo tanta contentezza, provo una grande soddisfazione". Una soddisfazione che restituiva splendore civile al corpo dilaniato di Peppino, ritrovato la notte del 9 maggio del 1978 lungo la linea ferroviaria che collega Palermo a Trapani.
"Lo spettacolo – conclude Lucia Sardo – pone in evidenza la figura della madre, il dolore per la perdita del figlio e la trasformazione di questo dolore. Nello sviluppo del recital, il racconto diventa cronaca, esce dal personale per scavare, con l'ausilio di filmati e documenti fotografici, nel contesto politico e sociale in cui la vicenda è calata".

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