Sanità Modica

Al Maggiore torna a funzionare l'otorino

Ufficializzato il ripristino dell’istituto della reperibilità

Modica - Torna nella normalità il servizio nel reparto di Otorinolaringoiatria all’Ospedale Maggiore. Ieri mattina presso la direzione sanitaria del nosocomio di Via Aldo Moro è stato trasmesso un fax dalla direzione generale dell’Asp di Ragusa attraverso il quale è stato ufficializzato il ripristino dell’istituto della reperibilità. Un passaggio che há fatto immediatamente avviare alla regolarità la divisione diretta dal dottor Angelo Mezzasalma e, dunque, gli interventi chirurgici già da ieri sono ricominciati com’era prima di lunedì. Ieri c’era stata una nota del direttore sanitario, dell’Asp di Ragusa, il quale assicurava di avere impartito precise e puntuali disposizioni alla direzione sanitaria del “Maggiore” per garantire la regolare attività del reparto stesso nelle more della riorganizzazione dei servizi provinciali già richiesti dai direttori di struttura complessa di Otorinolaringoiatria. “Assicuriamo gli utenti – ribadisce il direttore sanitario dell’Asp, Pasquale Granata – che, in alcun modo, non sarà depotenziato il servizio in atto erogato e che, invece, è stato avviato un percorso per una razionalizzazione dell’offerta Otorinolaringoiatrica per il miglioramento della qualità erogata. Non si può non rilevare, infine, che quanto accaduto per la mancata seduta operatoria di lunedì è dovuto alla circostanza che un medico incaricato non ha assunto servizio alla data prestabilita”. L’incarico proposto ai Medici Otorini incaricati a Modica sarebbe arrivato agli interessati solo due giorni prima della scadenza dell’incarico precedente e, di
fronte all’ennesima precarietà lavorativa, uno dei medici aveva già accettato un incarico di Guardia Medica che gli garantisse un lavoro, anche se a termine, rispetto all’assoluta incertezza di proroga dell’incarico all’interno dell’Asp di Ragusa.
Insomma il problema potrebbe ricondursi alla mancata tempestività del rinnovo dell’incarico ai medici, considerando fra l’altro che questa tempistica si ripresenta puntualmente alla scadenza di quasi tutti gli incarichi a termine a medici, infermieri, tecnici, “lavoratori – dice un dipendente interessato – che avrebbero il diritto di sapere oggi quello che dovranno fare domani e soprattutto il diritto di organizzare la propria vita e quella delle loro famiglie”.

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