Scuola Ragusa

Non ci sono più presidi, e si cerca di far tornare a scuola i pensionati

A Piparo «Besta» e «Campailla», a Barrera «Battisti» e «Quasimodo», a Giaquinta «Vann'Anto» e Marina

Ragusa - Sono 15 gli istituti scolastici della provincia che saranno guidati da un preside "reggente". Ovvero, 15 presidi andati in pensione non sono stati sostituiti. Le scuole saranno "rette" da presidi di altri istituti che raddoppieranno incarichi e responsabilità. E siccome nessuno ha il dono dell'ubiquità, è probabile che prestigiosi istituti affideranno delicatissimi compiti a vice presidi vicari ai quali si spera sia quanto meno concesso l'esonero dalle lezioni in aula.

È l'effetto delle nomine effettuate ieri dall'ufficio scolastico provinciale.

A questa situazione si è giunti a causa del concorso tenutosi quattro anni fa e finito nell'occhio del ciclone. Attingere a quella graduatoria per sostituire i 15 dirigenti scolastici andati in pensione (preferendo non sfidare le incertezze della riforma previdenziale) sarebbe stato, forse, un azzardo.

Così, l'ufficio scolastico regionale, dopo aver consultato gli uffici legali del ministero, ha scelto questa formula delle reggenze che non sono certo funzionali alla missione della scuola, ma consentono, comunque, di evitare di immettere nel circuito delle presidenze dirigenti privi dei requisiti.

Restano, invece, al loro posto i presidi che quel concorso lo hanno formalmente vinto e per i quali ancora il ministero non ha trovato la soluzione (tecnica, amministrativa e giuridica) per sollevarli dall'incarico. Così, negli ultimi giorni è nata la soluzione delle reggenze. Un primo elenco di nomine era stato diffuso nei giorni scorsi.

Ora i provvedimenti hanno il crisma dell'ufficialità. Le reggenze hanno creato delle situazioni che appaiono, comunque, davvero al limite. Giovanni Giaquinta, ad esempio, dovrà guidare tanto la scuola media con il maggior numero di iscritti del capoluogo (la «Vann'Antò») quanto una scuola di frontiera come l'«Hodierna» di Marina di Ragusa dove si registra un altissimo numero di studenti immigrati. Girolamo Piparo dovrà dividersi tra il «Besta» di Ragusa e un'autentica istituzione come liceo classico «Campailla» di Modica.

Nino Barrera lascia al preside Rosario Pitrolo (un ritorno a Ibla, il suo) le magagne della «Pascoli» e della pluriclasse del plesso di San Giacomo, ma dovrà provare a governare tanto la «Cesare Battisti» (una scuola del centro storico che, per tanti versi rappresenta un'eccellenza), quanto la media «Quasimodo» a Pianetti, una scuola che richiede un surplus di attenzioni, considerati anche i drammatici episodi che ne hanno caratterizzato la storia recente.

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In auto, e sempre con il telefono attivo, proveranno a lavorare anche Corrado Roccaro (che conferma la sede del «Carducci» di Comiso e acquista la reggenza del «Galilei» di Modica), Claudio Linguanti (un po' alla «Capuana» di Giarratana e un po' alla «Guastella» di Chiaramonte Gulfi), Giuseppe Tumino (che si dividerà tra il «Marconi» di Vittoria e l'alberghiero «Grimaldi» di Modica), Giuseppe Amore (che aggiunge il nautico «La Pira» di Pozzallo al «Leonardo da Vinci» di Ispica), Antonino Santoro (cui non bastava la «Rodari» di Vittoria e ora dovrà occuparsi anche della «De Amicis» di Comiso), Francesco Tasca (titolare alla «Ciaceri» di Modica e reggente alla «De Amicis» di Scicli). Doppio incarico, nella stessa città, anche per Giovanna Campo (istituto comprensivo di Pedalino e «Senia» di Comiso), Giorgio Cannata (super preside a Scicli con «Lipparini-Micciché» e «Cataudella»), Diego Ciranda («Padre Pio da Pietrelcina» e «Einaudi» di Ispica), Angela Riolo («Portella delle Ginestre» e «Consolino» di Vittoria).

Novità importanti anche in un'altra scuola del capoluogo che, negli ultimi anni, ha riscontrato il crescente apprezzamento degli studenti. Al liceo scientifico non c'è più infatti il preside Rosario Lomonaco, sostituito da Enzo Bonomo che ottimi risultati, dal canto suo, ha centrato all'alberghiero «Principi Grimaldi» di Modica. Confermato al magistrale «Vico» l'incarico a Giuseppe La Rocca.

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