Sanità Scicli

L'attesa di Angelino

"Dietro ogni scemo c’è un villaggio", diceva Fabrizio De Andrè

Scicli - Angelino ha una bandiera rossa in mano e la alza quando il treno che viene da Siracusa riparte per Modica.

Il reparto Dementi Tranquilli dell’ospedale Busacca si trova di fronte alla stazione ferroviaria di Scicli e qualcuno dice che sua madre, una sessantina d’anni fa, sia ripartita in treno dopo averlo ricoverato nel reparto Lungodegenti. 

Angelino aspetta il treno, con la sua bandiera rossa concede il lasciapassare alla littorina, aspettando invano il ritorno della madre, che non ha mai più rivisto da allora.

E’ invecchiato al Busacca, chiede di salire sulla motoape per fare il giro

dei giardini che all’inizio del Novecento l’ingegnere Ignazio Emmolo (il padre della Fornace Penna di Pisciotto) pensò imitando la struttura a padiglioni del Policlinico Umberto I di Roma. Poi c’è Teresa, le labbra sempre lucide di rossetto, i giornali e le lettere d’amore in mano. Esce dal reparto, va nella sua profumeria preferita, frequenta i bar, le edicole. I

Dementi Tranquilli sono un pezzo della società a Scicli. Vanno in chiesa, conoscono il parroco e hanno un rapporto personalissimo con Dio. Si recano a pranzo dai parenti, che provvedono anche al cambio della biancheria.

Una di loro usciva tutti i giorni per comprare le caramelle agli altri.

E’ morta qualche anno fa. "Dietro ogni scemo c’è un villaggio", diceva Fabrizio De Andrè. E il villaggio a Scicli difende i Dementi con affetto. Il reparto del resto è stato costruito con i soldi dell’Opera Pia Busacca e dire Busacca a Scicli significa pronunciare il nome più importante, quello del benefattore della città. Busacca è una statua, un testamento, una piazza, un palazzo, un’Opera Pia, una banda musicale, l’inno del Cristo Risorto, un Ospedale e un reparto.

Quello dei Dementi. Toccare ciò che è Busacca vuol dire profanare la storia di Scicli. Angelino questo non lo sa. Alza la bandiera e aspetta il ritorno di sua madre.