Sanità Catania

Ho scoperto come si autoalimenta il tumore

Scoperta del gruppo del catanese prof. De Maria

Catania - Da alcuni anni è stato ipotizzato che i tumori possano venire generati da cellule staminali alterate che producono un tessuto tumorale invece che un tessuto sano. E' proprio in questo settore s'inserisce una scoperta scientifica italiana che apre nuove possibilità per la cura del cancro. E' stata effettuata da una equipe di ricercatori coordinata da Ruggero De Maria direttore scientifico della Fondazione dell'Istituto Oncologico del Mediterraneo di Viagrande e direttore del dipartimento di Ematologia, Oncologia e Medicina Molecolare dell'Istituto Superiore di Sanità.
La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista "Nature", ha dimostrato che le cellule staminali di tumori cerebrali sono in grado di costruire la rete di vasi sanguigni necessari per alimentare e far crescere il tumore. Il tumore, per sopravvivere, ha bisogno di essere irrorato come tutti gli altri tessuti dell'organismo, ma sino ad ieri si riteneva che i vasi tumorali fossero costituiti dalle stesse cellule che compongono i vasi sanguigni normali. La ricerca dimostra invece come le cellule staminali dei tumori cerebrali siano in grado di far crescere il tumore generando direttamente dei nuovi vasi. In particolare, lo studio del glioblastoma multiforme, un tumore estremamente maligno che ogni anno uccide solo in Italia circa 1.500 persone, ha mostrato come la maggioranza dei vasi sanguigni del tumore sia formato da cellule staminali tumorali trasformate in cellule endoteliali, cioè nelle cellule che normalmente sono deputate alla formazione dei vasi del sangue necessari a portare ossigeno e sostanze nutritive al nostro organismo.
La ricerca è nata dall'osservazione che i cromosomi delle cellule che costituiscono i vasi sanguigni del glioblastoma mostrano le stesse alterazioni presenti nelle cellule tumorali. I ricercatori hanno così ipotizzato che le cellule dei vasi sanguigni del tumore derivassero dalle cellule staminali tumorali impazzite che producono tutte le altre cellule tumorali. Pertanto, il team di ricerca diretto da De Maria, in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, la Fondazione IRCCS Carlo Besta di Milano e l'Università di Palermo, ha analizzato i tessuti tumorali provenienti da pazienti affetti da glioblastoma multiforme e ha ricreato in laboratorio i vasi sanguigni tumorali che sono stati analizzati e confrontati con quelli normali. «Abbiamo esaminato i tessuti di circa quaranta pazienti ammalati di glioblastoma multiforme, il più maligno e il più frequente dei tumori cerebrali per il quale non esistono terapie efficaci, e abbiamo potuto osservare come le cellule staminali dei tumori cerebrali siano in grado di alimentare e far crescere il tumore generando direttamente dei nuovi vasi sanguigni», spiega De Maria. «Questi nuovi vasi nutrono il tumore e gli permettono di crescere e invadere il cervello». «Si tratta di una osservazione molto importante - aggiunge il ricercatore - perché questo studio ha mostrato come la maggioranza dei vasi sanguigni del tumore sia originata da cellule staminali tumorali».
Questa indagine conferma l'importanza delle cellule staminali tumorali nella crescita e nel mantenimento del tumore e la necessità di sviluppare terapie in grado di distruggerle. Lo dichiara anche Enrico Garaci, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, che afferma come «questa pubblicazione ci dà ragione su una questione importantissima per lo sviluppo delle terapie future e cioè l'esistenza delle cellule staminali tumorali su cui da tempo la comunità scientifica discute». Infatti, le cellule staminali tumorali sono state oggetto di un intenso studio nell'ultimo decennio. Alla loro scoperta ha contribuito in modo sostanziale proprio il gruppo di ricerca diretto da De Maria.