Sanità Ragusa

Una cardiologia al posto di due

Una sola divisione all'Arezzo

Ragusa - Saranno accorpate definitivamente le due divisioni di Cardiologia del Civile e del Maria Paternò Arezzo. E la divisione avrà la sua ubicazione all'Arezzo anche perché nell'ospedale di Ibla c'è l'Emodinamica. Lo hanno ribadito ieri mattina i vertici dell'Asp 7 di Ragusa, e in particolare il manager Ettore Gilotta, il direttore sanitario Pasquale Granata e il direttore amministrativo Maria Sigona, alla presenza dei medici Vincenzo Spadola, Raffaele Ferrante e Salvatore Nicosia. L'accorpamento è uno degli atti conseguenti all'approvazione definitiva dell'atto aziendale che riguarda la razionalizzazione dei reparti. La direzione generale ha infatti approvato già nei mesi scorsi la delibera di adozione definitiva dell'atto aziendale dopo le correzioni apportate dall'assessore Massimo Russo con decreto e pubblicate in Gazzetta Ufficiale. Al Maria Paterno' Arezzo la cardiologia sarà quasi sicuramente diretta dal primario Raffaele Ferrante mentre l'altro primario di Ragusa, Vincenzo Spadola dovrebbe andare a dirigere la divisione di Cardiologia dell'ospedale Maggiore di Modica che attualmente è senza direttore di struttura complessa. Gilotta ieri mattina non l'ha confermato visto che manca la delibera ufficiale di ricollocamento dei primari, ma in qualche modo lo ha fatto capire ribadendo che c'è comunque un accordo tra i due primari dei due reparti adesso accorpati. Tutti i presenti hanno tenuto a sottolineare l'importanza della scelta di andare a razionalizzare i servizi e in particolare la cardiologia, fermo restando che, è stato ribadito più e più volte, all'ospedale Civile resterà un servizio di medici cardiologi h 24 abbinato al pronto soccorso. Come avviene attualmente, i pazienti con infarto che raggiungeranno il Pronto Soccorso per le prime prestazioni mediche, saranno trasferiti in ambulanza all'Emodinamica di Ibla per essere poi sottoposti all'intervento di angioplastica. Questo spostamento non preoccupata i medici visto che vengono garantiti i tempi di intervento e dunque non si mette a rischio la salute dei pazienti. Inoltre già attualmente si usa questa metodologia e in sette anni, ovvero da quando è stato accorpato il Pronto Soccorso, statisticamente si è appurato che su 400 trasferimenti non c'è mai stato un caso "contrario", ovvero una morte in ambulanza. Ed essendo questa l'unica soluzione per razionalizzare i servizi, si è scelta quella che, hanno detto ieri mattina i vertici dell'Asp e i medici presenti, è la soluzione migliore. E nell'ottica della razionalizzazione, il manager Gilotta e il direttore sanitario Granata, hanno spiegato che al posto della Cardiologia al Civile, ci saranno i reparti di Gastroenterologia e Pneumatologia. Infine si guarda al futuro ospedale Giovanni Paolo II per il quale sarà probabilmente necessario attivare un mutuo di 10 milioni di euro.

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